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Il bicchiere delle ciclabili è mezzo….


Il16 Gennaio è scaduto il termine entro il quale potevano essere presentate a Palazzo Malinverni le prime osservazioni al PGTU(Piano Generale Traffico Urbano).

Ora la discussione si sposterà nella sede preposta ,Il Consiglio Comunale, e dopo l'approvazione (che sembra scontata) ricalcando l'iter del PGT(piano di governo del territorio) ai legnanesi sarà possibile un'ulteriore periodo temporale nel cui presentare osservazioni che metteranno in condizione di adottare definitivamente il piano

L'amministrazione ha portato in una serie di incontri con la cittadinanza le proprie linee guida sulla mobilità con lo scopo di aprire ai concittadini la finestra sulla legnano del futuro, ma di questa visione della Legnano prossima ventura, ai legnanesi sembra non interessare.

Si tratta solo di un'ipotesi ma d'altronde le cifre sono impietose.
Alle presenze in due incontri nei quartieri periferici (una settantina di persone comprese gli addetti ai lavori) ai quali ho assisitito, si aggiunge la "buca" clamorosa del terzo ed ultimo convegno, tenutosi al salotto buono del Leone da Perego, a cui le cronache dei media assegnano meno spettatori di una squadra di calcio(senza riserve).


Di fronte a questi numeri, un'analisi di massima potrebbe mettere in conto quanto il coinvolgimento  alla partecipazione nei processi decisionali del governo cittadino sia fuori della sensibilità di questa amministrazione, valutazione per la quale personalmente propendo.

Ma possono essere fatte altre congetture, in primo luogo la presa d'atto che per i legnanesi su viabilità e traffico la situazione sia talmente rosea da convincerli a restare a casa, o per contrappasso che siano così sfiduciati nella possibilità di incidere con quanto proposto dal governo cittadino,da rinunciare all'interazione, assenza che di fatto rende il consenso automatico.

Se di sfiducia si trattasse, in alcuni casi sarebbe comprensibile…prendiamo per esempio uno delle componenti del PGTU: le piste ciclabili. Molto sponsorizzate per il futuro ma alla prova dei fatti dopo tre lustri(e non tutti di vacche magre come quello attuale)di amministrazione dello stesso segno politico, non propriamente così in primo piano tra le scelte amministrative.

In una città di dimensioni territoriali non eccessive come la nostra, che una rete di piste ciclabili  possa costituire alternativa all'utilizzo sfrenato dell'auto è argomento non appannaggio esclusivo del sottoscritto, tutt'altro.Altre autorevoli voci ne hanno sostenuto la causa.

Ne sono prova anche i sondaggi operati nel tempo dai principali quotidiani cittadini, sia on line che su carta stampata, nelle cui pagine gli aspetti legati alla mobilità dolce hanno risalto. In alcuni casi in modo netto, tanto che(2008)a domande di natura generale e non specificamente rivolte alle  due ruote   (Di che cosa avrebbe più bisogno Legnano?) tra asili pubblici, parchi, parcheggi, centri sportivi la preferenza (oltre il 50%)veniva assegnata proprio ai percorsi ciclabili.

Sul tema, nel corso degli anni trascorsi molte osservazioni hanno riempito le pagine della stampa. Nei fatti tuttavia poco si è mosso. L'attuale sistema ciclo-pedonale rimane  discontinuo, poco sicuro soprattutto nei nodi di attraversamento e congiunzione, mentre si trascina da vari anni la mancanza di uniformità tra realizzazioni incongrue l'una con l'altra, dalla semplice preferenziale segnalata con una striscia sbiadita al percorso protetto con realizzazioni in cemento.

Avere avuto attenzione negli anni precedenti per le piste ciclabili, a mio modo di vedere avrebbe evitato oltre ai sopracitati inconvenienti altre evidenti magagne.
Ad esempio avere una piazza cittadina centrale di recente(e in alcuni casi contestata) ristrutturazione , al cui interno non si può circolare in bicicletta se non con conduzione a mano e che non ha tenuto conto dell'esigenza di spostarsi in essa su due ruote, e questo malgrado vicino ad essa termini la nuova ciclabile proveniente dalla stazione unica opera di rilievo costruita in città.
Se questo vale per piazza San Magno la cui sacralità è preservata dal transito ciclabile,come pure dalla musica, pare ugualmente curioso ai miei occhi che nell'area Cantoni costruita ex-novo nelle cui adiacenze tutt'ora sono in costruzione palazzi e viabilità accessoria di spessore, non siano stati ipotizzati interventi specifici (che in sostanza vuole dire spazio)per un' abozzo di mobilità ciclabile .

Insieme a queste note, vale la pena sottolineare come il livello della sicurezza stradale sia invariato soprattutto negli attraversamenti, permanendo la pericolosità di alcune nostre arterie, come la Saronnese, viale Sabotino e viale Toselli.

Ma non solo di progettazione la bici a Legnano è carente .L'esperimento del bike-sharing che potrebbe contribuire alla riduzione delle emissioni senza intervenire sul tessuto viario è stato proposto non solo nelle metropoli caotiche ma in realtà analoghe per tipologia e dimensioni a quelle della nostra città (di recente a Como o da tempo nella quasi confinante Gallarate)o minori come l'esperienza di una bici-stazione come a San Donato.
Ma anche su questo versante all'ombra del guerriero nulla si muove.I casi citati rappresentano a mio modo di vedere una sottovalutazione della questione che mal si accorderebbe con le dichiarazioni che provengono dal palazzo.

Eppure l'argomento rimane attuale con risvolti sempre nuovi, non solo legati al beneficio immediato di avere meno auto e maggior salute.Una recente nota della FIAB ha dato risalto al dato ricavato dallo studio dell'European Cyclists' Federation i cui dati confermerebbero la valutazione da parte dell'Agenzia europea dell'ambiente, secondo la quale i soli miglioramenti tecnologici e l'efficienza dei carburanti non consentiranno alla UE di raggiungere il proprio obiettivo di ridurre del 60% le emissioni provenienti dai trasporti. Secondo l'autore di questo studio citato dalla FIAB, se i cittadini della UE dovessero utilizzare la bicicletta tanto quanto i Danesi nel corso del 2000, (una media di 2,6 km al giorno), la UE conseguirebbe più di un quarto delle riduzioni delle emissioni previste per il comparto mobilità.
Di conseguenza mettere sui pedali più persone è un buon intento.Dotarsi di un Piano del traffico che all'interno ha occhio di riguardo per le due ruote è lodevole, come pure sperare che le osservazioni giungano e numerose dalla cittadinanza. 
Bisogna però fare notare una volta di più come  avere il piano inserito all'interno del PGT non è come avere le ciclabili, visto che dal dire al fare c'è di mezzo il mare.Da questo punto di vista il bicchiere delle ciclabili più che mezzo pieno è decisamente mezzo vuoto…

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