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Per la Pace.

Il sabato pomeriggio nel salotto buono della piazza centrale della nostra città ha visto sventolare di nuovo la bandiera della pace.

Nelle ultime settimane sono state almeno tre le manifestazioni a favore della soluzione pacifica dei conflitti in atto in questo periodo, che hanno interessato il centro di Legnano.
Ad iniziare con un presidio, è stata la Rete Antifascista Altomilanese, iniziativa legata alle tragiche notizie provenienti da Gaza e seguita da un flash mob nel fine settimana seguente.
L'ultimo sabato a chiedere che le armi tacciano sia nel vicino Oriente quanto nell'insanguinata Ucraina sono stati cittadini e associazioni(tra le quali Legambiente) per la pace.
Se non ho mal compreso,la spontaneità dei presidi non ha permesso una informazione più capillare, io stesso ho aderito apprendendo delle stesse iniziative attraverso il passa parola.
Malgrado questi piccoli intoppi,che forse hanno limitato la partecipazione, come cittadino sono profondamente sollevato nel vedere che in molti diano un segno di speranza e che portino anche Legnano tra le realtà mobilitatesi a favore di soluzioni pacifiche dei conflitti.
Certo un presidio non costituisce una barriera antirazzi, così pure la speranza non sempre ferma le bombe, ma,per il poco giudizio che l'età mi ha concesso, sono convinto che non le ferma neppure l'indifferenza.
Quindi non entrando nel merito di eventuali approfondimenti,che pure meritano un loro spazio,ambito nel quale non ho competenza, mi limito con la presente ad inviare un "banale" ringraziamento agli organizzatori delle manifestazioni citate,che hanno dato la possibilità unire idealmente la nostra realtà locale a quanto sta mettendosi in moto con le proprie richieste, domande e proposte nel resto della penisola e oltre.Per fungere da sprone alla diplomazia affinché le armi tacciano.



Questa la lettera arrivata alla stampa a firma anonima che descrive (in un estremamente succinto resoconto)quanto avvenuto nelle ultime tre settimane in piazza San Magno.
Non fosse arrivata questa mail,temo che la mobilitazione, che ha coinvolto in primis la Rete Antifascista, in seguito associazioni tra cui Legambiente,Auser (Canegrate)ed altre, non avrebbe avuto eco.
Sarebbe stato un peccato, perché già la nostra città non brilla per iniziative del genere.

Fonte dalla rete
In questa constatazione amara quanto si vuole, ma che ritengo realistica, la mobilitazione "spontanea"per tre settimane consecutive sullo stesso tema non dico abbia dello straordinario (a volere essere cinici, tutt'altro) ma rappresenta un'esigenza sentita, e carica di promesse positive.
Manifestazioni del genere veicolano il proprio messaggio all'attenzione dei passanti attraverso il contatto "fisico",con il volantinaggio, e con tutte le modalità(il flash mob) adatte a colpire la curiosità della gente.Raggiungere una platea più vasta di persone ottiene maggior visibilità e diffusione del messaggio stesso, non è cosa da sottovalutarsi.

Inoltre non si tratta solo di "rose e fiori" …Ci sono anche le note meno positive, che lettera non descrive; dovute ad esempio alle difficoltà a dare luogo ad un presidio che per note complicazioni burocratiche (i tempi delle autorizzazioni)giocoforza rimane "non autorizzato" con annessa rimozione obbligata dello striscione, fatti avvenuti alla prima iniziativa. Mentre alcune interpretazioni più "benevole"sono state riservate in altro sit-in.
Altra difficoltà nota riguarda la refrattarietà a qualsiasi interazione di una (consistente?direi di sì)parte dei passanti intenti alle "vasche" pomeridiane.

Non è da sottovalutare poi, che nella piazza centrale cittadina a sostenere la "causa" della Pace ho visto anche molte facce note, alcune nuove per fortuna, ma non tantissime.
Per il sottoscritto si trattava di vecchie conoscenze anche perché legate ad aree politiche o associazionistiche ben definite.
Allargare la cerchia dei partecipanti potrebbe essere un'obiettivo da porsi nel futuro.
Anche solo con una maggiore conoscenza di quanto messo in campo.
Il tutto naturalmente sperando che nei due principali teatri di guerra qualcosa di imprevedibile (qualcuno lo chiamerebbe miracolo) renda superflua l'urgenza di procedere in tal senso.


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