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A Legnano le Case dell'Acqua funzionano…Ora torniamo a parlare di Acqua Pubblica.

Dopo alcuni mesi dalla posa si cominciano a trarre i primi dati sull'installazione delle casette dell'acqua a Legnano. 
Le cinque Case dell’Acqua cittadine permettono, secondo il Comune, di calcolare in oltre cinquecentomila le bottiglie di plastica non smaltite nel sacco giallo della raccolta differenziata dei rifiuti.
Sempre secondo un comunicato proveniente da Palazzo Malinverni,il risparmio per legnanesi si aggirerebbe attorno ai settantacinquemila euro.

Insieme al risparmio economico dovuto all'eliminazione della bottiglia,penso si potrebbe aggiungere un guadagno (peraltro tutto da calcolare)nella riduzione di immissioni nocive di CO2 in atmosfera dovuto al potenziale minor numero di vettori adibiti al trasporto su strada delle confezioni di plastica ai luoghi di vendita.

Per quanto la scelta ecologica efficace e primaria sia quella di affidarsi (almeno dove vi sono garanzie, e la nostra zona le offre) all'acquedotto cittadino,sicuramente vi è un valore "simbolico" nella casa dell’acqua,che oltre a promuovere l’acqua di rete in alternativa alle minerali in bottiglia, è legato anche al risparmio di materie prime ed allo smaltimento dei rifiuti.

Dopo avere preso atto dei citati dati, che sembrano confortare la scelta operata sia dall'amministrazione che le ha installate sia per chi le ha proposte negli anni addietro, rimane un altrettanto simbolico principio da seguire, che accomuna le buone pratiche nell’uso dell’acqua insieme allo stimolo,la cura e la salvaguardia dei “beni comuni”, nei quali a buon diritto si annovera l'oro blu.

E tutto verte sul fatto che la tutela dei beni comuni passa anche attraverso la presa d'atto che il servizio idrico  debba costituire un servizio essenziale privo di rilevanza economica, che dev’essere gestito integralmente dal pubblico con logiche sì di efficienza ed economicità, ma mirate alla solidarietà e non al profitto.

Nello scorso giugno nella nostra città  è stata votata una proposta di modifica dello Statuto comunale (qui il precedente post)che riprendeva come riferimento legislativo il Referendum vinto sull’Acqua Bene Comune del 12/13 giugno 2011, l'esito della votazione ha permesso che significative porzioni delle istanze venissero accolte.

Malgrado questo passo in avanti,bisogna operare ancora sia nel livello locale,per migliorare quanto ottenuto finora sia per prevenire quanto potrebbe arrivare dal livello superiore, infatti dal nazionale arrivano segnali preoccupanti.

Il Forum dei Movimenti per l'Acqua segnala come Confindustria abbia deciso di calare la maschera rispetto al tema delle privatizzazioni giungendo a sostenere la necessità di cancellare la volontà popolare chiaramente espressa tre anni fa.
Mentre dal Governo Renzi attraverso il decreto Sblocca Italia e la Legge di Stabilità approfittando del progressivo strangolamento degli enti locali verrebbero messi a rischio i servizi pubblici locali, a partire proprio dall'acqua(qui il link).



Temo che nei prossimi mesi ci sarà molto da lavorare sul tema…

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