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Pendolaria 2014 e alcuni problemi del trasporto pubblico regionale.

Legambiente valuta estremamente critico il risultato ottenuto dalla fusione FNM e FS da cui è scaturita Trenord, la società regionale del trasporto su ferro secondo il Cigno Verde invece di produrre economie di scala otterrebbe l'opposto.
E' solo uno dei passi critici del comunicato in cui l'associazione ambientalista(letto in questo link tratto da legnanonews)evidenzia come in Lombardia il monopolio generato dall'aggregazione delle due aziende non abbia migliorato i servizi,così a farne le spese sarebbero sopratutto i pendolari.
L'articolo in questione stigmatizza inoltre come una delibera abbia affidato direttamente senza gara il servizio alla stessa società per il quinquennio 2015 – 2020 garantendo tra contributi pubblici e ricavi tariffari una corposa rendita nella quale il Cigno Verde non prevede miglioramenti per l'utenza.
Vale la pena approfondire di più nel collegamento al testo originale il tema e le cifre esposte.

Connesso all'aspetto del trasporto pubblico su ferro e su gomma è arrivato sempre da Legambiente come ad ogni fine d'anno il Rapporto Pendolaria dal quale si evince come dal 2009 siano diminuite del 25% le risorse destinate ad esso da parte dello Stato mentre le Regioni, a cui sono state trasferite nel 2001 le competenze sui treni pendolari, nella maggior parte dei casi (fatto salvo alcune eccezioni)non avrebbero investito né in termini di risorse né in termini di miglioramento della qualità del servizio offerto.

Colpisce molto la conclusione (del resto in parte attesa per chi si interessa anche solo minimamente di trasporto pubblico)con cui il Rapporto denuncia come vi siano due Italie che viaggiano: una, quella di Frecciarossa e Italo in crescita, l'altra quella di Intercity e treni regionali a cui vengono sottratte risorse con tagli e in sofferenza a causa di disservizi, tanto che sempre più persone scelgono di abbandonare il treno (oltre 90mila in tutto il Belpaese)come mezzo di trasporto quotidiano a causa del grave peggioramento del servizio.
Aggiunge il sottoscritto che neppure gli scioperi,anche quando motivati,contribuiscono a elevare la fiducia degli utenti, anzi,nel quadro generale inaspriscono un vissuto che rende in alcuni casi "leggendarie"le traversie degli utenti abituali del servizio ferroviario.

Si tratta di disagi noti per chi vive a ridosso di un'asse viario e ferroviario trafficato come quello che attraversa Legnano,e a cui voglio aggiungere nella stessa ottica di affanno, il campanello di allarme sul trasporto pubblico locale il cui rapporto tra costi (che gravano sulle casse comunali se non erro per una cifra intorno ai settecentomila euro)e benefici è stato oggetto di un accenno preoccupato del nostro primo cittadino durante uno degli ultimi Consigli comunali

Chiudo il post rilevando come i dati di Pendolaria riferiti alla nostra Regione definiscono più compiutamente una situazione che rimane grave malgrado vi si possano trovare anche note positive.
Ad esempio la Lombardia è una delle tre Regioni che sono intervenute per tempo individuando e anticipando risorse attraverso l’acquisto di nuovi treni e alcune innovazioni nel servizio, provvedimenti validi ma comunque inadeguati palliativi di un sistema che continua a privilegia la realizzazione di strade e autostrade(e che in alcuni casi come la Bre.Be.Mi. rischiano di essere un salasso anche per le casse pubbliche).
La spesa della Regione Lombardia per numero di pendolari in rapporto al bilancio regionale (2009-2014) rimarrebbe di poco inferiore all‘1,2% ma stando alle tabelle di Pendolaria la prima in Italia, ad eccezione della provincia di Bolzano.
Tra il Ticino ed il Mincio i prezzi aumentano (+23,4% nel periodo 2010-14 ), ma a differenza di altre regioni non sono stati tagliati i servizi.
Se questi chiaroscuro definiscono la situazione lombarda, figurarsi quanto avviene nel resto d'Italia, dove ricorda Legambiente oltre che vecchi i treni pendolari sono i più lenti d’Europa. La media è di 35,9 km/h sulle linee di collegamento con le grandi città, mentre è di 51 in Spagna, 48,1 in Germania, 46,6 in Francia ed i 40,5 del Regno Unito(da Mantova per Milano i tempi di percorrenza sono di 2 ore e 10 minuti, mentre da Cremona i tempi sono di un’ ora e 10 minuti, come 40 anni fa).


Per quanto letto, una volta di più le nubi sul trasporto pubblico continuano ad addensarsi e i provvedimenti che dovrebbero essere presi latitano(il comunicato di Legambiente si raggiunge cliccando qui)

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