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Revamping ACCAM: una scelta da evitare!




Per quanto non sia mai stato elettore del PD, sono rimasto deluso nell'apprendere che il direttivo del Partito Democratico di Legnano si sia schierato a favore del revamping di ACCAM. Sorpreso no, più indizi contribuivano a farmelo pensare(e per chi mastica di politica locale probabilmente si tratta di un segreto di Pulcinella), ma la conferma della posizione presa è arrivata dall’assemblea pubblica  “Vale la pena ancora bruciare i rifiuti?”tenutasi lo scorso giovedì sera al Leone da Perego.

In un passo del suo intervento critico il membro del direttivo PD cittadino Massimo Rodio (contrario al revamping), lo ha confermato.Peccato.Ma sulla sensibilità ambientale della locale sezione PD non avrei scommesso troppo.Come pure quella dell'intera maggioranza legnanese che (persi i Verdi per strada, che da ex immagino avrebbero preso una posizione contraria,almeno spero)non scopre le carte ma lascia trapelare come a sostenere le alternative al revamping sia la sola Ri-Legnano peraltro finora in maniera talmente tiepida politicamente, da sembrare il teleriscaldamento cittadino.


Non si tratta dell'unica novità politica espressa nella serata legnanese ci sono anche buone notizie; ad esempio il fronte anti-revamping sta crescendo,San Giorgio si aggiunge ai comuni che chiedono l'adozione della Fabbrica dei Materiali come prospettiva futura per l'ecomostro borsanese*.

La questione è stata affrontata da numerosi amministratori della zona presenti tra il pubblico che ha partecipato alla serata.
Tra le sedie del "Leone da Perego" quasi una cinquantina di persone, ricordiamoci che siamo a Legnano, una città che pochi giorni fa ha pubblicizzato in pompa magna e presentato il nuovo Bilancio Partecipativo che "vale" un investimento di 500000 euro ai cittadini, raccogliendo su un tema così interessante nella stessa sala una ventina di presenze in più, contate dal sottoscritto.La "piazza" è questa, prendiamone atto.

Se l'affluenza è solamente apprezzabile per numeri, qualitativamente siamo su livelli eccellenti, mi ha molto colpito Tiziano Torretta del Comune di Vanzaghello di cui parte dell'intervento viene dedicato a confutare le teorie sul possibile “fallimento” di ACCAM e conseguente ripercussioni sui bilanci dei Comuni che detengono quote nella società, mentre un'efficace ragionamento generale da lui espresso sviscera come l’incenerimento dei rifiuti,ai tempi innovativa soluzione rispetto allo stoccaggio in discarica degli anni 70, nel 2014  equivalga al portarsi appresso una pesante macchina per scrivere "lettera 22", anziché un tablet.

L'elemento dell'innovazione è stato ripreso anche dal sindaco di Canegrate, Roberto Colombo, che proprio per questo elemento di nuovo corso per l'area in cui sorge l'inceneritore rifiuta l'etichetta di ecofanatici o comunque ideologica( i famosi "gufi" che si oppongono al cambiamento) con cui vengono bollati gli oppositori del revamping da alcuni sostenitori dell'esperienza dell'incenerimento fino a metà del secolo;grossomodo le prospettive sono queste,infatti il revamping ci regalerebbe fino a quasi il 2040 i due forni funzionanti con lo spauracchio che in virtù del neoemendato articolo 35 dello Sblocca Italia sia obbligatorio portare a regime massimo ACCAM.
Battagliero l'atteggiamento del primo cittadino canegratese, che prospetta anche in caso di ipotesi in cui passasse il revamping, la continuazione -all'interno degli strumenti previsti- della proposta di trasformazione di ACCAM.

Tra gli intervenuti Oreste Magni e Marilena Ballestiero, il primo presidente dell'Ecoistituto della Valle del Ticino la seconda rappresentante in quest'occasione il Movimento L.Rifiuti Zero di Legnano-AM. le cui esposizioni hanno inquadrato sia la mobilitazione operata dai cittadini che domandano di lasciarsi alle spalle l'era inceneritori  sia per fornire alcuni aggiornamenti su quanto possa essere perseguito per raggiungere gli obiettivi di un rafforzamento della raccolta differenziata(un esempio è quello dell'Istanza Tariffa Puntuale** portata nella nostra città), quest'ultimo argomento viene affrontato citando il confinante comune di Castellanza che sperimenta la via della tecnologia RFID, attraverso la visione di un intervento del suo primo cittadino.

Molti altri hanno chiesto la parola, contribuendo a ampliare una serata che era iniziata quasi tre ore prima  con l'introduzione di Giuseppe Marazzini nell'occasione anche moderatore, arricchita dall'intervento di apertura su ACCAM ad opera del rappresentante di Medicina Democratica , Marco Caldiroli a cui è spettato il compito di fare il punto su cosa significhi convivere nelle vicinanza di un inceneritore al giorno d'oggi.
Vale la pena spendere le righe di chiusura di questa raffazzonata cronaca, proprio su quanto introdotto da Caldiroli, dalla cui relazione si evince una realtà che negli anni non è cambiata: un inceneritore rimane intrinsecamente pericoloso perché produce sostanze inquinanti e contaminanti, non elimina comunque le discariche e nello specifico di ACCAM grava con parametri attualmente non in linea con le normative regionali. 




*mentre scrivo il post arriva la conferma che Gallarate amplia ulteriormente questo fronte, dalla sera di venerdì 19, in cui il Consiglio cittadino vota a favore della FdM .
**Istanza citata in questo questo link(dal Blog di G.Marazzini).

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