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Ambiente e Syriza:le scelte solidali e sostenibili ai tempi della crisi.

Il risalto mediatico delle elezioni greche, si è prorogato attraverso il tour europeo del neo ministro ellenico delle finanze,Yanis Varoufakis che parrebbe purtroppo avere ottenuto più consensi nel web,dove l'economista prestato a Syriza si è ritagliato una consistente fetta di popolarità, anziché in risultati effettivi.
Da profano posso solo prendere atto che dall'Europa la Grecia non ha ottenuto,almeno al momento, sponde politiche sufficienti per controbattere l'Austerity impostale, né parrebbe la missione di Varoufakis abbia potuto influenzare gli interlocutori  proponendo un piano che lega alla crescita ellenica  la possibilità di saldare i debiti contratti con i partners europei.

La pesante austerità imposta dalla Troika, è causa importante dell'affermazione elettorale della sinistra in Grecia, una vittoria annunciata e realizzata in uno scenario elettorale forse molto più rassegnato e aperto alla prospettiva di cambiamento,anche per mancanza di alternative.
In effetti a perdere consensi nelle ultime elezioni sono stati Pasok e ND la maggioranza uscente "larghe intese"(CDX+ Socialisti)probabilmente anche puniti dalle urne per il ruolo rivestito nell'avere prima creato i presupposti per la crisi greca(legati  a quanto leggo, oltre ai problemi strutturali dell’economia greca agli "errori" politici, compresi l'occultamento dei dati economici reali) e successivamente nell'avere assecondato le politiche imposte dalla Troika e dall'UE che hanno portato alla disperazione il paese.

L'elettorato ha quindi scelto in maniera alternativa dando maggioranza ad un partito di sinistra che si trova ad affrontare,dalla posizione di leadership, oltre alla nota serie di problemi economici pressanti un importante aspetto collegato ad essi: quello ambientale.

L'approccio che la politica di Syriza(e i partner di governo dell'ANEL)useranno nei confronti dell'ambiente potrebbe rappresentare una svolta.

A questo proposito consiglio l'articolo di Umberto Mazzantini nel sito di Greenreport,(in questo link) che tratta proprio di quanto sopra accennato.
In esso si prende atto che la coalizione dal logo Syriza rappresentata non abbia l'ambiente al centro del suo programma, e neppure preso impegni ambientali vincolanti,all'interno di essa esiste invece  una parte di di sinistra per cui il mantra della crescita ad ogni costo(per intenderci) è tuttora valido.

Malgrado questi presupposti, l'articolo stesso sottolinea la connotazione ambientalista degli intenti di Syriza: impegno verso rinnovabili diversificate, coinvolgimento con le popolazioni locali attraverso un processo decisionale condiviso sui temi "green", espansione delle ristrutturazioni edilizie ad alta efficienza energetica per riduzione delle emissioni, e altri aspetti strettamente legati alla sostenibilità.
Anche l'accordo che ha portato Giannis Tsironis, ex ecologista e attivista dei Verdi greci, ad essere vice-ministro in un dicastero strategico che ha accorpato il ministero dell'Ambiente(in questo link i dieci punti sottoscritti nell'accordo), ed il sostegno del Verdi europei che non sarebbe di sola facciata, sono indizi rivelatori di un indirizzo preciso

Tuttavia i problemi immediati e ineludibili con cui si misurerà Tsipras rimangono quelli economici, parlare di decrescita felice in un Paese piegato da una violenta decrescita infelice, sarebbe assurdo. E la questione energetica dovrà scontrarsi con la pratica necessità di scegliere tra il bruciare più lignite (locale)invece di importare combustibili/energia a caro prezzo dall'estero, o l'affido ad una superficie maggiore dei contestati-anche lì- parchi eolici (che in parte rappresenta un'analogia con alcune vicende della Puglia amministrata da Vendola) in questi frangenti le scelte operate faranno testo.

Se nella patria della democrazia nasca un’alternativa solidale e sostenibile a dispetto della tentazione (e degli sforzi di chi trarrebbe guadagno)all'omologazione al modello di sviluppo imperante, magari con una spruzzata Green di facciata come avviene nel nostro paese(dove il Governo e Renzi si riempiono la bocca di Green Economy ma in pratica si lascerebbe trivellare indiscriminatamente dall'Adriatico alla Sicilia,in un paese dove l'Inquinamento dell'aria non è una priorità e viene partorito lo Sblocca Italia,contestato dalle principali associazioni ambientaliste)lo apprenderemo tra qualche tempo, sperando sia positivo e possa avere ripercussioni anche da questa parte del mediterraneo.
Fonte foto Wikipedia. Titolo dell'immagine : Ippolito Caffi - The Parthenon

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