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Per molto meno,ai tempi di Berlusconi ci si stracciava le vesti e si indicava il rischio di una deriva autoritaria.

Lo stile renziano piace, numeri alla mano, almeno quelli dei sondaggi che danno il PD in testa anche a febbraio con parecchio margine sui concorrenti(e che concordano nel stimare l’area dell’astensione tra il 30 ed il 40%,dato che tengo a sottolineare per quanto sono il primo a sostenere che gli assenti abbiano torto).

Ma proprio perché si parla di numeri, non di impressioni o tifoseria politica io, che probabilmente nei parametri di qualche amico faccio parte della categoria dei “gufi”tanto invisi ai fautori del (per me la definizione esatta è questa)“cambiamento a qualsiasi costo” non mi stupisco delle cifre con cui SEL contesta il premier ed il governo definendoli peggio di Berlusconi nei voti di fiducia e nella decretazione d’urgenza.
In un articolo apparso nel proprio sito nazionala cui rimando,Sinistra Ecologia  Libertà pone sul banco degli imputati l’esecutivo e cita proprio i numeri: 
una fiducia ogni undici giorni, un decreto ogni 13,solo il governo del professor Monti (di “emergenza”, ricordiamoci bene)supera l’attuale esecutivo, ma in un periodo più lungo:529 giorni. 
Tanto per fare raffronti con quello che (a buon diritto,sostengo) è stato per molti e rimane, vero corpo estraneo alla democrazia,Silvio  Berlusconi, nella sua ultima apparizione da premier aveva posto la questione di fiducia una volta ogni 27,4 giorni. E aveva emanato un decreto ogni 16.
In numeri assoluti: 47 fiducie per Berlusconi in 4 anni. 33 per Renzi in un solo anno. 80 decreti per Berlusconi, 28 per Renzi in un quarto del tempo.
Come dare torto a Vendola che pure non arriva come primo a dirlo, quando evidenzia che “per molto meno,ai tempi di Berlusconi ci si stracciava le vesti e si indicava il rischio di una deriva autoritaria”?

Oggi invece calma piatta, miracoli del potere?

Fonte immagine:Sito SEL nazionale.

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