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Il progetto Biogas in via Novara e qualche accenno sulla trasparenza.

Sarebbe interessante parlare della centrale di biogas/compostaggio che AMGA ripropone in via Novara a Legnano, argomento capace di radunare una cinquantina di persone (fonti di stampa, mi trovavo in altre faccende affaccendato) la sera dello scorso 18 marzo alla prima assemblea pubblica organizzata sul tema.
Il progetto, di cui si attende ancora la versione definitiva dovrebbe abbinare la raccolta puntuale dei rifiuti (che pressappoco suona come:paga di più chi inquina di più).


Questo aspetto, se confermato, sarebbe decisamente positivo per quanto sarebbe ora di cominciare a ragionare seriamente sulla Tariffa Puntuale a prescindere della realizzazione o meno dell’impianto, e considerare il fatto che il miglior rifiuto è quello che non si produce.
Ma le note positive terminano qui, le criticità evidenziate nel citato incontro del 18 e ipotizzate in rete destano una ragionevole preoccupazione.
A partire dall’aspetto più evidente, quello della coesistenza tra due realtà che razionalmente paiono inconciliabili,quali il nosocomio di via Papa Giovanni Paolo II e il nuovo centro che sorgerebbe in prossimità della piazzola ecologica distante un chilometro da esso. Mentre problemi di eventuali emissioni “sgradite” sono legate alla natura del progetto(alla porzione “esterna”di esso), la posizione di esso nel cuore del P.A.M. costituisce un grosso timore per gli organizzatori dell’Assemblea insieme al carico aggiuntivo sulla mobilità locale, che conta sulla sola via Novara  come accesso.
Insieme a questi lampanti interrogativi se ne aggiungono altri che preferisco approfondire, prima di commentare.
E lo farò prossimamente, infatti il post comincia con l’utilizzo del condizionale proprio perché malgrado la questione importante sia quella dell’insediamento che AMGA propone,quanto la stampa riporta sul coinvolgimento della città merita un commento:accenni polemici oltre che con AMGA e l’Amministrazione puntano anche la passata dirigenza del PAM, tirata in ballo direttamente dai promotore l’assemblea insieme alla “immancabile” lamentazione sui partiti,riporto testualmente” E i partiti? Dove sono? A vedere la partita?”.
Per quanto poco rilevante nella discussione generale,spero che molti lettori di questo post condividano sul fatto che la faccenda necessita chiarezza(e la convocazione dell’assemblea ha il grosso merito di smuovere le acque). 
L’atteggiamento tenuto, a mio modo di vedere,oltre ai buoni propositi, sembra voglia accusare tutto e tutti a prescindere…
Senza girarci troppo attorno penso se mobilitazione civica deve essere, un appello alle forze (politiche ed associative)di diversa natura poteva essere fatto e valutate le risposte.
Invece in questo modo e se i metodi futuri saranno sulla stessa falsariga si comincia più che un confronto, uno scontro,noi contro di voi(dove i voi sono indistintamente sia promotori dell'impianto e chi non sta con la mobilitazione indipendentemente dalla posizione).
E’utile conoscere che l’autore delle frasi censorie virgolettate,oltre ad un innegabile passato a difesa dell’ambiente è stato legato ad esperienze politiche mai nascoste e lo si può ritrovare tra i componenti di un gruppo FB legato ad un progetto in itinere per le amministrative del 2017.Allo stesso progetto (inutile fare pubblicità con il nome, per chi conosce la politica legnanese o legge i giornali è probabilmente noto che c’è un tentativo in tale senso e che ispiratore di esso è un ex candidato sindaco 2012 per un non-partito con un non statuto da cui è fuoriuscito con annesse dimissioni dal Consiglio comunale legnanese).
Volere il bene della propria città passa anche in questi tentativi, e non sarò certo io a criticarli,tuttavia per una questione fosse solo di trasparenza nella gestione futura di una questione dell’importanza dell’impianto di biogas mettere le carte in tavola aiuterebbe la comprensione della faccenda.
Più chiaramente se ci fosse un coinvolgimento di soggetti partitici e politici(liste civiche comprese) non è che la prima voce che echeggerà sarà quella di coloro che puntualmente ad ogni manifestazione sparano a zero contro simboli di partito?Dei partiti si lamenta la mancanza ma se ne può accettare la presenza senza condizioni se non quelle della civile convivenza? E lo si può fare quando si ha un progetto politico per quanto solo abbozzato in testa?


La chiarezza e le carte in tavola sono gradite e fungono da tutela dei cittadini non solo quando vengono chieste alle amministrazioni.

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