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Una rete che fa acqua...sempre più cara.

Qualche giorno fa, l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha diffuso a mezzo stampa i propri dati che analizzano i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014. Insieme ad essi sono stati resi pubblici anche i dati relativi alla dispersione idrica,si tratta di cifre sconfortanti, che fotografano una rete malmessa con tariffe sempre in aumento.
Rimando agli articoli originali sia per chi cercasse la completezza dell’informazione sia per l’approfondimento legato alle tariffe, sulla questione dello sperpero idrico invece ho confrontato un paio di fonti, in primo luogo i sopracitati comunicati stampa del movimento di partecipazione civica ripresi nelle varie testate nazionali. Mentre dell’Istituto nazionale di statistica sono andato a cercare in rete un censimento sulle acque per uso civile dell’ISTAT riferito a dati del 2012.

Ci sono alcune discrepanze nei numeri che non mi sono ancora spiegato, ad esempio lo studio Istat  rileva che  il 37,4% dei volumi dell’oro blu immessi in rete non raggiungeva gli utenti finali già tre anni fa(e se leggerete al link originale con un peggioramento marcato rispetto al 2008, quando le dispersioni di rete erano valutate al 32,1%).
Cittadinanzattiva invece certifica il 37% di spreco come media nazionale per il 2014, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente ed in questo concorda con Istat nel peggioramento progressivo della situazione.

Senza soffermarsi troppo sulle cifre, il dato evidente riguarda lo spreco di acqua che su base nazionale può avere tante responsabilità partendo da reti idriche obsolete, fino al prelievo abusivo, reato che dovrebbe essere meno diffuso al nord.La matematica non aiuta a decifrare la differenza tra una serie di tubi colabrodo e un furto ai danni della rete idrica, tuttavia ne sancisce la gravità.


In ottica locale, colpisce che ai confini della nostra città tra Como(50%) e Varese(37%) si registri sempre nello studio riferito al 2014,una dispersione idrica ben superiore alla media lombarda del 27% con un trend più simile a quella nazionale.

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