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Più diritti con il Registro delle Unioni Civili a Rescaldina. Un’altra realtà locale di questo territorio sceglie di colmare i vuoti del nostro ordinamento...

Da venerdì sera Rescaldina “è un posto con più diritti”, uso la frase finale del l'intervento nel Consiglio comunale dell'Assessore Francesco Matera per commentare con piacere l’approvazione del Registro delle Unioni Civili che pone il comune amministrato da Michele Cattaneo tra quelli nella zona che si sono dotati di uno strumento dalle buone finalità ma che purtroppo rimane a mio modo di vedere un “necessario”
palliativo per sopperire alle lacune che la politica nazionale sembra non volere risolvere,con buona pace del “decisionismo”che il governo dimostra in altri campi.
A due anni da Canegrate e Legnano un’altra realtà locale di questo territorio sceglie di colmare i vuoti del nostro ordinamento affrontando la realtà delle unioni basate su vincoli affettivi o su ragioni di reciproca assistenza,rendendo operativi i principi di tutela ed uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione.
Una buona notizia che non commento oltre se non allegando il comunicato stampa con cui SEL della zona ha accolto la notizia. 

Il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà del Legnanese esprime grande soddisfazione sull’istituzione del Registro delle Unioni Civili a Rescaldina.
Si tratta di una vittoria della politica super partes che oltrepassa le ideologie per raggiungere un comune obiettivo a servizio dei cittadini. Continua una strada intrapresa sul nostro territorio, con la quale non solo ci si confronta e si discute sul tema, ma si attuano delle azioni concrete a livello comunale per ribadire che i diritti civili devono essere garantiti a tutti perché appartengono a quella sfera di libertà e di autodeterminazione della persona.

Per quanto i segnali provenienti dal nazionale siano incoraggianti ma lenti e tuttora in mancanza di una legge specifica, l’istituzione da parte dei Comuni di un registro sulle unioni civili, assume una rilevanza nazionale in quanto rientra nelle battaglie di civiltà di un paese laico in ottemperanza a quanto previsto dalla nostra Costituzione; “Lo stato intende rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

Pubblichiamo l’intervento nell’Assise cittadina di Rescaldina dell’Assessore Matera:

“Il Registro delle Unioni Civili è una difesa democratica dei diritti delle minoranze. Non danneggia nessuno, tantomeno l’istituzione familiare”.
Così Don Andrea Gallo, prete di strada, voce delle minoranze che chiedono diritti, commentò circa un anno fa in merito all’istituzione del registro delle unioni civili nella sua città.
Io credo che il nostro Paese, inteso come Italia ovviamente, sia un Paese incredibilmente indietro in termini di riconoscimento dei diritti civili. E penso che oggi questa delibera serva anche un po’, per la sua parte, ad unirsi a tutti quegli altri Comuni che attraverso l’istituzione del registro chiedono a gran voce l’urgenza di predisporre una regolamentazione nazionale, e che attraverso lo stesso non hanno fatto altro che riconoscere nel proprio ordinamento un qualcosa che la società già ha riconosciuto e che nella società già è viva e profonda.
Non molte settimane fa, nella Commissione Giustizia del Senato, è passato il via libera al testo base sulle Unioni Civili. E’ certamente un buon segno, anche se a mio personale parere non pienamente soddisfacente, ma le esperienze su questo tema, in questo Paese, che non sono affatto rassicuranti, ci impongono di non credere che la partita volge al termine, e con questo atto, anche Rescaldina, sollecita il Governo e il Parlamento ad accelerare sulla strada dei diritti.
Ma la messa a sistema delle unioni civili, attraverso l’istituzione del registro, non può e non deve essere derubricato, in nessun caso, ad un mero atto amministrativo, perché questa è una di quelle tematiche che entra profondamente nella vita degli individui e nella vita della nostra tessitura sociale improntata su basi di uguaglianza.
Io credo che non si tratta semplicemente di riconoscere l’esistenza di una pratica sociale, seppur ormai diffusa, ma andiamo a toccare con mano qualcosa che riguarda la pari dignità di ognuno a costruire la propria vita secondo il percorso che meglio contribuisce alla propria crescita come essere umano e come cittadino.
Si tratta di riconoscere il primato del legame sociale affettivo nelle diverse forme nel quale esso si può esprimere, e che assume il ruolo di condizione essenziale e determinante per la crescita collettiva di una comunità. Quale diversità c’è, in termini di contributo del legame alla società e agli individui stessi, tra l’affetto e l’amore di due persone, a prescindere dal loro genere, che contraggono matrimonio e di due che invece decidono di non farlo?!
Io credo che ciascuno di noi abbia il diritto di essere se stesso, di costruirsi il proprio progetto di vita secondo la modalità che ognuno, in coscienza e libertà, reputa in grado di consentire la massima espressione e realizzazione della sua persona; e che ciascuno abbia il medesimo diritto di essere riconosciuto socialmente come tale, come se stesso, al pari di tutti gli altri progetti di vita, perché queste sono questioni che riguardano essenzialmente il diritto di tutti alla felicità e alla dignità, anche per chi ha progetti di vita differenti dai nostri o rispetto ai quali non condividiamo le scelte.

Da questa sera anche Rescaldina sarà un posto con più diritti."

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