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In bici dal PAM in direzione del Ticino.Potenzialità e punti critici di quello che potrebbe diventare un rilevante corridoio ecologico

Primo giorno d’estate 2015 alla scoperta del corridoio ecologico tra il PAM (Parco Alto Milanese) e il Parco del Ticino.
Apprezzata dai partecipanti,oltre una trentina, l’iniziativa su due ruote che ha solcato i sentieri del Plis nostrano, giungendo pochi chilometri più avanti sotto alle ciminiere dell’inceneritore ACCAM,scelta infelice come meta ma inevitabile visto che il “brusadanè” bustocco sorge ai margini di un tratto della pista ciclopedonale che porta al Parco regionale( e di cui ho avuto occasione di scrivere anni addietro).

La pedalata aveva lo scopo di mettere in rilievo bellezze e punti critici di quello che potrebbe diventare un rilevante corridoio ecologico, su cui da un anno e mezzo si sta conducendo uno studio di fattibilità che “porterà all'identificazione degli interventi da realizzare per rendere il corridoio funzionale al passaggio delle specie e mantenere gli habitat tipici dell'alta pianura padana”.
Ho sottolineato questo passaggio perché si tratta di una questione a cui bisognerà dare concretezza.

Lasciando la cronaca a chi di dovere mi limito a a segnalare che tra gli interventi dei relatori ed il sopralluogo tra i sentieri del Corridoio le buone nuove ci sono, ma non mancano le criticità.
L’ostacolo rilevante è rappresentato dai punti in cui strade di largo utilizzo tagliano il percorso del Corridoio.

Particolare problema nostrano è rappresentato dalla  rotonda che poche centinaia di metri dopo la piattaforma di raccolta differenziata di Legnano(agli onori delle cronache cittadine in questo periodo per la questione dell’impianto a Biogas) smista il flusso veicolare tra Villa Cortese e Borsano.
Altri punti critici sono presenti lungo il prosieguo del Corridoio*,ma per quell’area viabilistica legnanese -almeno per la discussione emersa durante la pedalata- le prospettive di superare il problema sarebbero inesistenti.


Sarebbe un peccato se tali criticità rimanessero(durante l’esposizione è stata suggerita l’ipotesi di superare alcuni tratti con rallentamenti al traffico veicolare prefissati in corrispondenza dei punti “sensibili”di attraversamento degli animali), infatti a poche distanza dal nuovo nosocomio cittadino  volpi, tassi e animali di taglia minore sono presenti, mentre cinghiali e caprioli monitorati anch’essi in video con fototrappole condividono il nostro territorio verso il Parco del Ticino.

Dallo studio di Eliante si evince come sia stato riscontrato che il livello di biodiversità diminuisce allontanandosi dal Parco del Ticino, il cui ruolo di  “fonte” di specie per i territori circostanti è chiaro.
Di conseguenza, secondo i risultati delineati (in questo link)diventa  fondamentale assicurare corridoi sicuri per gli animali che, uscendo dal Parco del Ticino, si disperdono verso la Lombardia.

A margine di quanto sopra raccontato, ho preso atto che lo stato degli scarichi abusivi tra i sentieri percorsi sembra sotto controllo(ovvero ogni tanto copertoni e altre lordure appaiono, ma non in misura considerevole), mi è stato delineata una spiegazione che fa riferimento ad un “escamotage di gestione”che non riporto ma voglio approfondire raccogliendo maggiori informazioni.


*non solo a terra,anche per i volatili le linee elettriche costituiscono ostacoli.

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