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Anti-trivelle:chiediamo l’Election Day.Renzi non fare come Maroni.

Fermiamo le trivelle
Dopo l’ammissibilità del referendum anti-trivelle di cui riportavo alcuni cenni giorni fa, il Governo Renzi ha un’opportunità semplice per facilitare la partecipazione degli elettori risparmiando una bella fetta di denaro pubblico: fissare un Election Day e così accorpare l’appuntamento referendario con il primo turno delle amministrative della prossima primavera.

La proposta è oggetto di una raccolta firme organizzata on line da Greenpeace mentre alla Camera dei Deputati la politica segue la strada di una mozione, a prima firma della deputata di Sinistra Italiana,Serena Pellegrino.
Accorpare il referendum ad una tornata elettorale rappresenta una buon modo per facilitare il raggiungimento del quorum,rende più difficili le cose a chi punta allo scarsa affluenza al voto per boicottarlo, consente di sicuro un risparmio di soldi pubblici, che non so quantificare perché le cifre oscillano sempre a secondo delle fonti, siamo comunque nell’ordine di parecchi milioni di euro (tra i settanta e i quattrocento).
Attualmente sembra che l’orientamento sia contrario-con buona pace del contenimento dei costi della politica e del coinvolgimento popolare- salvo ripensamenti.
Una posizione che ricorda molto quella tenuta nel 2011 dal Ministro dell’Interno dell’epoca, Maroni,che non accorpò(malgrado le richieste dei promotori e tra i principali partiti dal PD) alle amministrative tenutesi in maggio i quattro referendum-due sull’acqua, sul nucleare, e sul legittimo impedimento,tanto per ricordarci una bella pagina di mobilitazione-probabilmente sperando da rendere così  frequente il ricorso al voto da scoraggiare i cittadini ad esercitarne il diritto e quindi non mettere in imbarazzo l’allora Governo Berlusconi.

Quale che sia la decisione finale e in attesa che le date vengano ufficializzate dal Presidente della Repubblica, probabilmente tra il 10 e 15 del prossimo febbraio, bisogna esserci, anche a livello locale come cinque anni fa.

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