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Rinnovabili:un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza...

E’ attribuito ad Agata Christie l’aforisma secondo cui “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.
In questo post mi limito a fornire una serie di informazioni che, valutate dall’approfondimento di coloro che avranno tempo e bontà di leggerle, secondo la teoria di cui sopra possono formare la coincidenza che anticipa la prova-al momento mancante-sul fatto che il governo attualmente in carica sia ostile alle fonti rinnovabili.



Indizio 1)
Nel rapporto pubblicato pochi giorni fa da Greenpeace dal titolo“Rinnovabili nel mirino”si analizzano i provvedimenti attuati dal governo Renzi a sfavore del fotovoltaico e dell’eolico, che, secondo l’ONG ambientalista hanno già portato a una fuga di investimenti, alla perdita di migliaia di posti di lavoro e a nessun beneficio sulle bollette degli italiani.
Naturalmente fornisco il link al comunicato ed al rapporto stesso.

A parte questa scarsa propensione verso le energie rinnovabili,nel rapporto di Greenpeace si cita il Fondo Monetario Internazionale,dal quale si apprende come nel 2014 l’Italia si sia piazzata al nono posto in Europa per finanziamenti a combustibili fossili, con 13,2 miliardi di dollari, dato in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013; fatto che dà occasione di pensare in piena campagna referendaria contro le trivelle.


Prima di arrivare al secondo indizio una breve preambolo:
in diversi articoli della stampa di questi giorni si cita la decima edizione del rapporto Unep, il Programma dell’Onu per l’ambiente datato 22 marzo in cui sono contenuti i dati sulle energie rinnovabili nel mondo.
Dalla lettura di essi mi ha colpito come,in un contesto in cui gli investimenti in energie rinnovabili effettuati dalle economie emergenti nel 2015 abbiano superato per la prima volta quelli dei cosiddetti paesi “sviluppati”, l'Europa abbia visto gli investimenti scendere di circa un quinto e nel particolare il nostro paese non sfugga a questo trend negativo, anzi quanto avviene nello stivale rappresenta l’indizio successivo…

Indizio 2)
Secondo l’UNEP infatti l’Italia ha visto gli investimenti in energie rinnovabili scendere sotto 1 miliardo di dollari, in calo del 21% rispetto al 2014 e molto al di sotto del picco di 31,7 miliardi di dollari raggiunto durante il boom fotovoltaico del 2011” in questo articolo tratto da Greenreport, che cito in quanto sono convinto che soprattutto in rete sia necessario non approfittare del lavoro degli altri(magari spacciandolo per il proprio),la colpa di tale declino non va ricercata solo nella crisi economica ma anche all’incertezza politica dovuta alle scelte del Governo Renzi tra cui i tagli retroattivi agli incentivi.

Naturalmente la lettura è d’obbligo in quanto le cifre sono suscettibili di valutazione.Ad esempio i detrattori delle rinnovabili da sempre si scagliano contro gli incentivi sostenendo che droghino il mercato,ed esiste un agguerrita serie di argomentazioni contrarie alla scelta rinnovabile ma che a mio modo di vedere non rispondono efficacemente alla domanda sul come ridurre le emissioni in atmosfera con quanto ne consegue.



Rimangono quindi i due indizi che non costituiscono una prova, ma che sempre a mio modo di vedere danno l’idea di come la politica renziana a partire dal programma per le Primarie del 2013 su sostenibilità, sviluppo e ambiente non abbia lo stesso significato che dovrebbe.

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