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#SIVOTASì in piazza San Magno.

Ieri a Legnano in una giornata decisamente primaverile,abbiamo portato sul territorio la campagna di comunicazione di Sinistra italiana ‘Si vota si’ per fermare le trivelle nei nostri mari’.
L’iniziativa serve a togliere il velo sul silenzio che circonda il referendum del prossimo 17 aprile sulle trivellazioni, discutere delle politiche di questo il Paese e per togliere anche un po’ di bufale (leggi qui per farti un'idea)che stanno circolando sulle ragioni del sì.

In una piazza San Magno affollata, l'accoglienza riservata dai legnanesi ad un tema come quello del referendum non è stata molto diversa da quella ricevuta da analoghe iniziative, abbastanza fredda.
In fondo la città la si conosce,non potevamo aspettarci un cambiamento repentino dell'interesse in molti dei passanti intenti allo struscio pomeridiano del fine settimana,tuttavia ho notato un certo interesse da parte di quella che ora è quantitativamente una minoranza ma che spero (e deve essere così) aumenti in prossimità della data del voto.
Per il momento accontentiamoci; nel resto del post mi limito a riportare una sintesi del comunicato con cui Il Circolo di SEL della zona ha pubblicizzato l'iniziativa.
Votare 'sì' non serve solo a fermare le trivelle, ma a chiedere politiche di messa in sicurezza del territorio e investimenti nelle rinnovabili.
Vogliamo tutelare l'ambiente e la salute delle persone, creare nuovi posti di lavoro e non regalare l'Italia ai petrolieri.
Con un governo di segno politico differente(il  centro destra di Berlusconi) la grande mobilitazione e partecipazione del 2011 in occasione del voto referendario sul nucleare diede occasione di portare alla ribalta nazionale il tema dell’energia,purtroppo a distanza di cinque anni ed un governo sulla carta di segno opposto, la strategia energetica nazionale è rimasta in gran parte appannaggio di troppi slogan”green” e pochi fatti concreti.
Ora con l’iniziativa referendaria 2016 si torna a parlare di quale futuro vogliamo scegliere per il nostro paese, ed è importante sottolineare che ciò avviene a pochi mesi dagli annunci roboanti che hanno seguito la Cop21 di Parigi, dopo la quale però il governo Renzi ha fatto di tutto per affossare qualsiasi politica energetica andasse a tutelare non solo l’ambiente e la qualità della vita, ma anche a contrastare i cambiamenti climatici.

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