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Trivelle:i Sì al 78 per cento. Una buona partenza ma condizionata dalla scarsa informazione.

I sondaggi vanno sempre letti con cautela, meglio se da professionisti del settore. Ai profani come il sottoscritto non rimane che prendere atto come il referendum sulle trivelle del 17 aprile sarebbe votato (secondo Affari italiani) da un terzo degli italiani.

Infatti nel sito del Governo riservato ai sondaggi e che riporta l’indagine SWG a proposito del quesito referendario del 17 aprile prossimo,nel campione rappresentativo di duemila intervistati a definirsi ben informato sono il 22% dei contatti mentre ne ha sentito parlare vagamente la maggioranza (40%) dei rispondenti, un grosso problema è rappresentato da coloro che ne solo totalmente all’oscuro, gruppo che per consistenza (38%)sfiora la maggioranza, e siccome tutto ruota su uno strumento di partecipazione democratica che si basa sul quorum non è un fatto secondario.
Nel sondaggio si trovano anche note positive come ad esempio che la tutela dell'ambiente sia una necessità per un consistente numero di italiani, affermazione magari generica che viene ribadita e definita all'interno dei quesiti quando più specificamente viene ipotizzata la rinuncia del petrolio a favore della difesa della qualità ambientale(60% concordi).
Ma la notizia che mi ha convinto a riportare tali dati in un post riguarda il fatto che il sondaggio si è svolto venti giorni or sono,in un periodo in cui di trivelle e referendum se ne parlava poco.
E’ vero che anche oggi, 5 marzo non è ancora iniziata alcuna campagna d’informazione e referendaria diffusa e la parte del leone la stanno facendo le associazioni ambientaliste con iniziative di “visibilità” ma se i dati di partenza sono realmente quelli del sondaggio si può ragionare sul fatto che la partita per quanto faticosa sarà tutta da giocare. 
Naturalmente il ragionamento è valido in attesa che dalla Corte Costituzionale arrivino tra pochi giorni notizie sui due quesiti dello stesso referendum che potrebbero essere riammessi, fatto che nel caso si verificasse potrebbe impattare(vedi) sulla data del 17 aprile già decisa per il referendum.
A Legnano i primi appuntamenti di informazione e sensibilizzazione sono previsti tra meno di quindici giorni e vedranno in campo diversi attori,sono speranzoso che anche in questa zona ci si impegnerà con entusiasmo.
Alla fine quale che sia la data finale stabilita per il voto si tratta di lavorare molto per trasformare i dati ipotizzati dal sondaggio in realtà: ovvero quel 22% di consapevoli deve aumentare attraverso la sensibilizzazione di chi si dichiara meno informato -e di coloro che neppure sanno che si voterà un referendum sulle trivelle in aprile- in almeno il 50%+1 di partecipazioni al voto (ma non poniamoci limiti, lavoriamo per il miglior risultato possibile), e da tale affluenza scaturire un risultato che premi i Sì.

Infatti l’ultima nota positiva del sondaggio che vale la pena citare riguarda il fatto che il 78% degli intervistati (propensi a votare al referendum) si dichiara a favore del sì, una partenza che invoglia a buttarsi nella mischia con uno spirito decisamente positivo.

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