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Molte buone ragioni per votare no alla Renzi-Boschi.


Venerdì 10 a Parabiago nella centrale Villa Corvini ho assistito al seguito dibattito pubblico con cui il Comitato Legnanese aderente al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha inteso informare sui contenuti della revisione della Costituzione,
per spiegare le ragioni del NO ad essa e per l’abrogazione della legge elettorale “Italicum”.

Quasi un centinaio di intervenuti durante la serata,per seguire alcuni temi legati alla riforma con cui l’attuale governo, attraverso una vasta revisione della Costituzione ed una nuova legge elettorale andranno ad incidere negativamente sulla qualità della democrazia e sui diritti dei cittadini.
Incontro interessante per la qualità dell’esposizione dei relatori, Roberto Cenati,M.Agostina Cabiddu e Carlo Ghezzi, utile in quanto l’iniziativa  è servita per focalizzare l’attenzione sui principali punti di dissenso nei confronti della Renzi-Boschi.

Non avendo preso appunti ne riporto alcuni flash aiutandomi con quanto è possibile ritrovare nel sito della campagna a sostegno delle ragioni contrarie alla riforma.
Ridimensionando la centralità del suffragio diretto e del Parlamento, alterando le garanzie del bilanciamento dei poteri e realizzando una concentrazione di poteri eccessiva nelle mani dell’Esecutivo espresso da un unico partito, esaltando il ruolo dominante del Presidente del Consiglio, nel quadro di un generale soffocamento delle autonomie regionali e locali, le criticità delle riforme contenute nella Riforma Renzi-Boschi ne superano ampiamente i vantaggi.
Nel corso dell’incontro vista la complessità della riforma(sono 47 articoli su 134 ad essere modificati)ne sono stati approfonditi alcuni aspetti che, spacciati dai favorevoli ad essa per cambiamenti cruciali in realtà nascondono provvedimenti il cui iter poteva e doveva essere affrontato in Parlamento.
L’iter seguito dalla riforma infatti è stato descritto quanto di meno auspicabile fosse possibile seguire in tema di revisione costituzionale. Anziché frutto di una discussione parlamentare ci troviamo di fronte ad una scelta dell’esecutivo.

Il tanto decantato risparmio economico è sopravvalutato. Durante l’incontro è stato ricordato come gran parte dei costi della politica derivino non dalle indennità, ma dalla gestione degli immobili, dai servizi, dal personale. Oltretutto la legge Renzi-Boschi porta, tra Camera ed il nuovo Senato non elettivo, a 730 i parlamentari, mentre era possibile ridurre tale numero a 600 senza stravolgimenti con maggiori risparmi.
E’ stato fatto notare come la sbandierata maggiore governabilità dipenda non dal numero delle camere, ma dalla coesione della maggioranza che sostiene il governo.
Una maggioranza composita e frammentata non potrà mai produrre governabilità. Le “navette” prolungate con reiterati passaggi tra le due camere sono in genere sintomo di difficoltà politiche nella maggioranza.
Conveniva concentrarsi su una buona legge elettorale, conciliante in modo corretto i valori della governabilità e della rappresentanza.
La legge elettorale, appunto.L’effetto sinergico della riduzione del numero dei senatori e il dominio sulla camera dei deputati assicurato dal premio rendono decisiva l’influenza della maggioranza di governo nell’elezione in seduta comune del Capo dello Stato e dei membri del CSM, come anche nell’elezione da parte della Camera di membri della Corte costituzionale o di autorità indipendenti.
Ovvero: l’asso pigliatutto del gioco delle carte,solo che non si tratta di un’attività ludica, il futuro democratico del nostro paese diventa molto serio e preoccupante,compreso come potremo scegliere i nostri futuri rappresentanti alle istituzioni; viziato dall’elemento di diseguaglianza tra gli elettori che voteranno con l’Italicum (se utilizzato)la cui applicazione farà sì che il voto dato alla lista vincente peserà sull’esito elettorale fino a quattro volte il voto dato alle altre liste.

Nel dibattito con la platea di Villa Corvini,una parte dell’esposizione è stata dedicata al confronto con altri paesi dalla lunga tradizione democratica che hanno un sistema di pesi e misure tendenti a controbilanciare i poteri.Equilibri che nel nostro paese la modifica della Costituzione altera in maniera consistente.Tutte queste sfaccettature rappresentano solo una parte degli argomenti trattati ma spero rendano l’idea delle gravi criticità ed i troppi limiti della Renzi-Boschi.



Intervenire nel merito della “de-forma” elettorale e coinvolgere il territorio con l’opera di sensibilizzazione sono i cardini delle attività future del Comitato Legnanese aderente al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale,al quale si può aderire anche nel futuro, l’attualità ci racconta che a parte l’iniziativa tenuta nella “città della calzatura”,nel fine settimana che volge al termine le piazze delle città dell’Altomilanese, come altre centinaia nel resto del Paese sono raggiunte dal messaggio per la difesa della Costituzione attraverso la raccolta firme a sostegno del referendum, ci si mobilita a Legnano,mentre sette giorni fa le iniziative hanno toccato Busto Garolfo. 

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