Non chiedetemi se voterò Centinaio…

...Perché non lo so ancora. Di certo so che il prossimo 25 salvo imprevisti, mi recherò a votare al seggio della  sezione elettorale alla quale appartengo. Non mi sfiora neppure l’idea di non andare a votare. Sarà retorico, sarà banale e fuori moda ma penso che a suo tempo, un tempo che molti cercano di far passare in secondo piano, troppe persone hanno perduto qualcosa di importante, se non la vita, per permettermi di farlo.

Allo stesso modo sono sicuro che non voterò per Gianbattista Fratus, e non mi sembra neppure il caso di approfondire la questione. Potrei elencare tante buone ragioni per non votare lui, in quanto politico, e la coalizione che lo appoggia.

Quindi mi rimane una sola alternativa? Votare Alberto Centinaio e la sua coalizione? Tra l’altro sarebbe un secondo turno che per il sottoscritto avrebbe il sapore di déjà vu.

Si dice che al primo turno si vota con il cuore, al secondo turno con la testa. Ma ripetere quanto avvenuto cinque anni fa è più difficile. Nel 2012 si trattava di dare un segnale di cambiamento: da una parte la giunta Vitali (con Fratus vicesindaco) e una città governata per quasi vent’anni tra monocolori leghisti e centrodestra. 
Il 25 giugno si sceglie tra un’amministrazione incolore ed un ritorno al passato.

Nel 2012 si sceglieva tra il vecchio e l’aspettativa del nuovo. Era naturale scegliere una coalizione monolitica nell’escludere primarie di coalizione allargate a sinistra, ma che comunque rappresentava la speranza rispetto a quanto sperimentato fino ad allora a Legnano.
Sceglievo qualcosa che da esterno, almeno mi illudevo sembrasse comunque più di un cartello elettorale per battere le destre. Una serie di soggetti all’apparenza coesi, e con le idee almeno sulla carta chiare. 
Potevo (e, come è stato, l’ho fatto. Se non per rari casi)non condividere le loro scelte ma pensavo che un voto lo valessero…Nessuno, io per primo, avrebbe immaginato lo scenario dei litigi, fuoriuscite dalla maggioranza e sfaldamento di tre (!) forze politiche che ne costituivano l’ossatura.

Il 25 giugno, quando aprirò la scheda troverò a sinistra cinque simboli a sostegno di G.Fratus e a destra sei simboli  per A.Centinaio. Troverò tra i primi, i simboli di liste civiche associati a due capilista che nel 2012 furono eletti con il PD, ma questi sono fatti ormai noti.

E quando la matita per il mio voto sceglierà di andare alla destra della scheda, sono sicuro che esiterà, mio malgrado.
Lasciando da parte il valore delle persone e, come scrivevo prima, votando con la testa, penserò che ho molto in comune politicamente con buona parte di coloro che si trovano in quelle liste.

Ma poi non posso non tenere conto di ciò che in quelle liste comunque rimane, anche se non vorrei vederlo.  Trovo un vicesindaco che ha bollato come ideologica la chiusura di Accam (sarà ideologico, ma nel 2017 si potrebbe scegliere di cambiare sistema di smaltimento rifiuti a prescindere), che mi (la cosa è personale) ha triturato il…comprendonio con cinque anni di retorica politica tesa alla razionalità e alla responsabilità, bontà sua. E vedo altrettanto degnissime persone, ma con cui politicamente ho comunque poco da spartire. 

Il peggio è che in quelle liste, o ad appoggiare alcune persone di esse trovo comunque l’avversario politico.

Siccome non sta bene (privacy etc etc)mettere in piazza quello che altri comunque con nome e profilo hanno scritto in rete, mi limito a segnalare una delle tante perle attribuibili a questi soggetti in forma assolutamente anonima.
Ma non chiedo ai lettori di questo post di credermi sulla parola, esistono gli screenshot, e gli originali di essi.

L’avversario politico sta sotto forma di persone di spicco nel recinto della politica locale, e che hanno avuto fior di cronache loro dedicate che appoggiano (senza candidarsi) candidati delle liste a sostegno di Centinaio. 
Peccato che nel social imperversavano fino a poco prima contro quelli che (eventualmente, in caso di vittoria)saranno squadra di governo, in ogni caso alleati. Non parliamo poi dei toni con cui sostengono certe loro convinzioni. Non è un valore assoluto magari, ma in politica la forma è sostanza.

Troverò abituè del cambio di casacca. A cui negli anni passati, sono stati regalati sempreverdi (mi sembra in consiglio comunale)per premiare il loro rimanere a galla tra i flutti altalenanti delle vicissitudini politiche.

Troverò (in alcuni personaggi di primo piano) le stesse idee e parole d’ordine che trovo nei social attribuite a persone che io (sarà perchè sono ideologico?) vedo accostate alle politiche di destra.

E quindi capirete bene perché immagino che al momento di votare la mia mano, dopo avere puntato in una direzione potrebbe rimanere inerte, ed è un dubbio che temo mi rimarrà fino a domenica.
Se per alcuni è indiscutibile la scelta tra un fascioleghista(come ho letto nei commenti sui social) e l’attuale amministrazione in versione 2.0(perché la volontà di cambiare è stata espressa dagli stessi soggetti che compongono la coalizione e pubblicata nella stampa), proprio perché si vota con la testa permettetemi di mantenere dei dubbi, almeno fino al giorno delle elezioni. 

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