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150 ANNI con poche idee



Su quanto nel nostro comune si intenda organizzare in occasione delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia,alcuni aspetti vengono evidenziati in una lettera alla stampa che contiene una serie di domande che trovo pertinenti,opera di Gianni Borsa.
Il motivo di tale lettera è semplice, a quanto pare il momento principale voluto dalla nostra amministrazione comunale per festeggiare il prossimo 17 marzo i 150 anni dell'Unità Nazionale sarà il gran Galà del Palio. In poche righe Gianni Borsa risulta ironico ed efficace nel porre delle serie questioni che invito a leggere (http://www.legnanonews.com/comment.php?comment.news.12319)Nel mio blog tengo ad evidenziare come mi sia ostico accettare che il fulcro delle manifestazioni cittadine sia riservato ad una cerimonia "esclusiva" a inviti ed esborso pecuniario (seppur con lo scopo della beneficenza) legata ad una manifestazione



degnissima come il Palio, evocativo delle vicende storiche del 1176 ma che non rappresenta la nostra città appieno.
Penso che Legnano non possieda il perpetuarsi di una lunga tradizione come è il caso della manifestazione principe in quel campo,quella Senese,ben diversamente e intimamente calata nel tessuto sociale e cittadino della città toscana a differenza di quella nostrana legnanese che ne imita solamente i riti in tre  parole il Palio,non simboleggia Legnano.
Il fatto che la nostra sia una delle due sole città nominate nel'Inno di Mameli non dovrebbe fare dimenticare che nei passati centocinquant'anni Legnano ha avuto parte nella storia del Paese, meno "gloriosa" forse,ma più partecipe e degna di sottolineatura che rappresentare esclusivamente il luogo (sia pure simbolico)dove due eserciti si sono scontrati.Battaglia avvenuta in un periodo storico più vicino a quello dove il nostro capoluogo era capitale dell'Impero Romano di Teodosio anziché la Milano che si incamminava lungo il percorso che avrebbe portato all'unità d'Italia attraverso le cinque giornate (1848) o della rivoluzione industriale.
Inoltre sempre dalla stampa apprendo che i soldi da Roma non arriveranno (mandiamo i leghisti a Roma ladrona a protestare?)e quindi rimane in sospeso molto del preventivato, salvo forse la "notte bianca" cittadina.
In ogni caso le proposte del comitato per le celebrazioni formatosi nel 2007 vertevano su argomenti sempre per il sottoscritto triti e ritriti:Palio(con annessa la valorizzazione del Castello,scusate il politically scorrect cheppalle,aggiungo io)un ciclo di incontri  sui grandi industriali legnanesi(non sulle fabbriche da loro create,naturalmente l'ottica del padrone/benefattore in questa realtà cittadina non cambia negli anni),le poesie del Tirinnanzi il festival corale etc.
Ma a margine di tutto quanto descritto mi domando cambiando interlocutore rispetto alla domanda di Gianni Borsa rivolta agli organizzatori delle manifestazioni,se possa essere possibile che la vita culturale di questa città sappia dare un suggerimento differente e meno "medioevale" di quanto proposto dal Comitato?

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