C'era una volta.... il Circolo Gasparini

Sottotitolo: Solo tre Parole
Ricordo tra gli slogan elettorali più noti della politica della seconda Repubblica le famose "3 i" - inglese, internet, impresa – del governo Berlusconi/bis.
Ebbe notorietà a partire dal  dicembre 2001 e per un paio di anni fu cavalcato come motore della trasformazione, fino alla scomparsa dalla memoria collettiva accantonato come buona parte delle promesse non mantenute del governo che malgrado tutto continua a governare il Paese ai giorni nostri.
L’archeologia storica legnanese di cui è depositario il sottoscritto,che si traduce nel rispolverare il vecchiume accatastato in cantina e nel quale ho ritrovato l'immagine che apre il post ,appartenente alla mia tessera del 1990 mi ha fatto ricordare come le tre “ì” abbiano avuto un precursore sconosciuto ma ben reale.
Circa dieci anni prima del fiorire dello slogan Forzaitaliota,nella nostra città agiva un’ Associazione nella quale l’azione ispiratrice (seppur non consciamente), era determinata da “3 i” per quanto non avessero uguale significato.
Nessuno le trascrisse come slogan elettorale ma grazie a queste tre parole che definirei : Improvvisazione-Impulso-Incoscienza, a cavallo tra ottanta e novanta operò a Legnano il Circolo Culturale Gasparini.
Nato intorno ad un nucleo di amici,favorito dall’esistenza di un precursore, soggetto culturale legato al PCI legnanese di cui apprendemmo portava un glorioso nome ,e per questo motivo aggregato in una struttura conosciuta nella nostra città-aspetto fondamentale in un epoca in cui internet muoveva i primi passi- il Circolo Gasparini di cui descriverò la cronistoria più estesamente in un capitolo a parte, grazie alle “doti”di cui sopra si ritagliò un proprio spazio che venne citato in alcuni casi nelle cronache cittadine dell'epoca.
Per quanto descritto poche righe sopra ,l’esistenza del Circolo
parrebbe legata a doppio filo ad un preciso soggetto politico.Nella realtà il Gasparini procedette in maniera autonoma nelle sue proposte e senza finanziamenti di alcun genere a parte la ricerca di fondi  definibile come “autogestita “senza avere mai né pretese né connotazioni da CSA,CSO o sigle simili legate a esperienze di proposta giovanile collettiva.
Partito in un primo tempo come luogo di discussione e confronto di opinioni tra amici ,passò poi ad occuparsi di attività più concrete.
Sempre gestite in maniera autonoma nel corso degli anni,grazie all’incoscienza citata che non ci faceva fare calcoli di sorta e ci permetteva di fregarcene delle conseguenze di eventuali"flop",le iniziative vennero ampliate e proseguita nei corsi organizzati da giovani per (principalmente)loro coetanei.
Per diversi anni ebbe luogo senza fine di lucro l’attività di una ludoteca che per quanto differente da realtà di successo come quelle di alcune città Italiane arrivò a contare quasi duecento iscritti (e a cui gratuitamente veniva affidati i materiali di gioco)ma non solo, furono organizzate alcune conferenze, molti concerti,e per alcuni il nome Gasparini significò muovere i primi passi nella conoscenza dei meccanismi dell'attività politica.
Attraverso alcune vicissitudini  compreso alcuni “divorzi” necessari e che contribuirono a dare nuova linfa a vecchi spazi, le attività proseguirono per alcuni anni.
Non  sono mai riuscito a spiegarmi se dati i presupposti di partenza,altri, nella realtà cittadina legnanese avrebbero ottenuto dei risultati analoghi, nel rivangare il passato ho cercato di non esaltare,  le esperienze passate e neppure  sopravvalutarle ma la curiosità rimane.
Infatti a mia conoscenza ci sono stati  e tutt'ora gruppi di giovani che organizzano attività simili magari non a Legnano,di solito in questi ambiti per avere programmazione non episodica è necessario l’appoggio di soggetti che  per la maggior parte impongono una linea di proposizione anziché condividerla.
Senza alcuna di queste pressioni,a volte grazie appunto all’ispirazione,impulso e a volte come già citato l’incoscienza i risultati arrivarono.
Lo spettacolo Vajont a Legnano è stato rappresentato una sola volta da Marco Paolini (che naturalmente non era ancora conosciuto come l'attore di successo dei nostri giorni)stesso e questo avvenne per opera dell’impegno di persone legate al Gasparini,a tutt’oggi decine di gruppi musicali si esibiscono al Circolo Fratellanza e Pace seguendo un fil rouge tracciato molto tempo  addietro dal  Gasparini stesso.
Alcuni impegni ormai dimenticati come la ricerca di spazi sociali a Parabiago,o coronati con successo come la battaglia antidiscarica a Cerro videro l’impegno di persone che ci misero la propria faccia,tempo, passione che venivano dal Gasparini il quale magari non veniva neppure coinvolto ma che era sede di discussione sulle realtà in movimento intorno a noi.
 Fino a pochi anni or sono alcuni ragazzi, oggi genitori, che incontravo mi rammentavano i tempi in cui alcuni di noi spiegavano loro (pazientemente) il meccanismo di gioco di “Ave Cesare” o “Talisman”.
Sono piccole testimonianze di un buon lavoro svolto, e che ho voluto descrivere in questo post  ispirandomi alle 3i per scherzo, ho approfittato di questo pretesto per ricordare senza rimpianto ma con molto rispetto e piacere un periodo della mia vita dal quale penso di avere ereditato alcune convinzioni una delle quali (sarà scontata)che non importa cosa fai, importa con che spirito lo fai.Se poi trovi anche dei compagni con cui condividi questi presupposti i risultati arrivano.

Commenti

  1. Hey Matti bel post! Io l'epoca Gasparini non me la ricordo mica tanto, quando ho cominciato a frequentare il Circolo era già "Fratellanza e Pace".
    Ho vissuto quell'atmosfera da ragazzino.Prima c'era il giovedì sera, quando c'erano due "meno" pischelli a mettere la musica. Da lì ho scoperto un luogo dove c'era tanta cultura, e tante persone con voglia di fare "qualcosa". Anche se tante volte non è che le idee fossero proprio chiare.

    Il primo bar dove ho mai visto dei quadri appesi, dove ho organizzato un cineforum e un torneo di scacchi, dove mi hanno dato un posto per fare un corso di spagnolo (ed era già il 2002!). Un luogo che mi ha lasciato il segno, e che probabilmente meriterebbe un commento più lungo.

    Grazie per questo ricordo, è stato davvero piacevole.

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  2. Valerio sono contento tu abbia buoni ricordi del Gasparini.Per essere precisi il Gasparini come ho scritto nel post ebbe natali e sede originariamente in via Corridoni dove oggi ha sede una scuola di musica. Come ho scritto nel post, la cronistoria del Circolo mi riprometto di metterla nel blog nella sezione di apertura, che ha da alcuni mesi la dicitura "lavori in corso". Quando scrivo di alcuni “divorzi” necessari e che contribuirono a dare nuova linfa a vecchi spazi "mi riferisco al trasferimento dalla vecchia sede al Circolone ove ebbe sede definitiva la ludoteca e iniziò l'attività legata ai concerti,(non solo anche alla proiezione di film, come ora avviene grazie ad altre persone e che mi conforta abbia riscontro positivi, i tornei e così via).Il Circolone(il Frat. e Pace) è da ringraziare per la lungimiranza dimostrata nell'ospitarci ed accettare le nostre proposte.Però lo stesso Circolo Fratellanza e Pace non ha dimostrato altrettanta lungimiranza nel rendere un minimo di merito al Gasparini quando ricorda la propria storia.

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  3. Ah, il Circolone e il Gasparini: è in te che si ravvede il Foscolo della corrispondenza d'amorosi sensi, mentre per il Circolo oseremmo seguitare nella poco conosciuta cultura illuministica e materialistica del poeta, negatrice di ogni possibile sopravvivenza spirituale dopo la morte: l'oblio avvolge tutte le cose e la forza operosa della natura le distrugge... Gli stessi endecasillabi dello stesso poeta nello stesso carme... Ah la poetica dell'uomo (il Matti) che confligge con il nulla eterno purificatore e necessario...

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  4. Ciao! Io ricordo molto bene "l'epoca" del Circolo Gasparini, in particolare il periodo tra il 1992 e il 1996 circa.

    Io gestivo con altre persone il gruppo La Locomotiva di Parabiago ed in più occasioni abbiamo collaborato coi ragazzi del Gasparini per iniziative ed eventi vari.

    Il nostro gruppo era uno dei vari presenti allora tra la provincia di Milano e quelle di Varese e Como che chiedevano ai comuni uno spazio sociale per dare vita ad un centro ove fosse possibile proporre musica, teatro ed altre iniziative creative ove si potesse agire in prima persona in modo attivo e non essere soltanto fruitori.

    Ricordo anche il Gruppo Giovani di Arluno, un centro sociale di Tradate di cui non ricordo il nome, Baol di Busto Arsizio ed altri.

    Ricordo incontri con un paio di sindaci del Comune di Parabiago per chiedere una sede (ovviamente sfociati nel nulla), feste organizzate al campo sportivo in estate ed alla ex Borletti di Canegrate che finivano sempre in passivo, ma che affrontavamo con grande entusiasmo. Ricordo anche proteste verso il comune che non ci ascoltava neppure, riunioni a volte interessanti e piene di gente con cui condividere sogni e desideri ed altre noiose e pesanti in cui pensavo : "Ma chi me lo fa fare?". Ricordo inoltre che vennero Gino e Michele per una serata di dibattito, ricordo una serata interessante sul 25 Aprile, ricordo che muovevo i primissimi passi come cantante nel gruppetto degli A-Killers e ci esibivamo spesso alle feste della Locomotiva (Disastro Sonoro ,per chi lo ricordasse ... un nome che dice tutto :) ) e tanta voglia di fare. Ma di fare cosa?
    Per quel che mi riguarda mi interessava poter esprimere la mia creatività (che successivamente ho messo nel mio lavoro di cantante,attrice ed insegnante) e coinvolgere altre persone a condividere momenti creativi in una città (ma se vogliamo anche in una provincia, regione Paese,ecc.) che offriva il Nulla totale da questo punto di vista.

    Ricordo momenti intensi di collaborazione anche per raccolte di aiuti verso chi aveva più bisogno e atti di solidarietà.

    Però alla fine rimanevo sempre male quando mi accorgevo che fossero sempre in pochi quelli che,come me, volevano essere attivi per cercare spazi creativi e di libertà e che troppe persone si accodavano "a scrocco" solo quando il tutto (feste soprattutto) era già organizzato.
    Ricordo quindi che ad un certo punto ho lasciato perdere ed ho proseguito nei miei intenti senza più cercare "lo spazio sociale". Non fu per egoismo, ma semplicemente perché così, dopo un periodo bello, vedevo che la cosa non funzionava più di tanto.

    Chiedo scusa se il mio intervento è un po' vago e fatto di tanti "i ricordo" che probabilmente danno risonanza ad emozioni,immagini e suoni solo a me,ma questo è ciò che mi è rimasto di quella faticosa e bella esperienza e sono stata appunto invitata da Matti (che non vedo da allora,ma con cui sono rientrata in contatto di recente) a scrivere qualcosa in merito, qualsiasi cosa fosse.

    Sono trascorsi vari anni, io, pur avendo mantenuto lo stesso entusiasmo ed avendo rafforzato gli intenti creativi, in molte cose sono cambiata e ad oggi non seguo attivamente vicende politiche e rivendicazioni di spazi sociali. Fu però un periodo in cui si sentiva la voglia da parte di non poche persone di fare,creare, agire in una realtà piatta, cosa che, ad oggi,è palesemente molto meno presente, soprattutto fra i cosiddetti "gggiòvani".

    Ringrazio di nuovo Matti per l'invito a scrivere sul blog e gli auguro che questo spazio virtuale sia sempre più ricco e frequentato attivamente. Ad oggi d'altronde, più degli "spazi spociali", moltissime persone "frequentano" gli "spazi virtuali".

    Un abbraccio! Donatella Bartolomei

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  5. Grazie a Donatella per il commento,a Carlo e Raffaella(G. metto l'iniziale del cognome per non confonderla con Raffaella del commento successivo)per avermi scritto via Facebook che al momento non hanno tempo ma lo faranno, a Corrado Raffaella(Z. di iniziale del cognome)e Carmen per i saluti ed altro.Nel frattempo aspetto "almeno" le opinioni di coloro che sono stati Presidenti del Gasparini(eh, questi uomini impegnati)......

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  6. Raffaella M.via Facebook mi ha inviato questo commento che pubblico volentieri e che fa "il paio"con quello di Donatella.
    Mannaggia.. io il "gasparini" non l'ho vissuto... ero troppo piccola...ricordo solo il nome xchè c'entrava con la Locomotiva.
    Già...tuttavia è bastata la parola "Locomotiva" che ha aperto in me vecchi ricordi...di memoria semantica, cioè fatti di significati ed emozioni!
    Forse la Locomotiva era, rispetto al Gasparini più spostata verso gli anni novanta...inizi 90, s'intende!!! Ricordo che ci ritrovavamo in un locale in prestito di qualche circolo di Parabiago...luci al neon...una tipa con i capelli neri, folti e la fascia multicolore in testa e amici di vecchia data, qualcuno che continua ad esserci, qualcuno perso.
    Erano idee in libertà con la "pretesa di pretendere" uno spazio comune (guai a chiamarlo centro sociale occupato!!!)....perchè quando la gente si incontra e sta bene, insieme può imparare a riflettere e condividere...io, appunto ero giovane e ho subito pensato all'aspetto ludico...avevamo creato un giornalino e io e il mio amico Vale curavamo la rubrica sulla "movida" intorno al legnanese e scovavamo, lanciavamo, scrivevamo su, ma soprattutto provavamo: "I circoli locali" alternativi e caratteristici ai locali da fighetti che la giungla post anni '80 del legnanese proponeva!!!!!
    Come dimenticare le sere in vespa dalla "Rossa" a Ravello (vicino alla casa del nostro comune amico Stefano F.) a bere bonarda e mangiare pane e salamino tra giovincelli della terza età che giocavano a carte e giovani che, man mano, sempre più curiosi, sceglievano il posto sgrauso e caratteristico...(oltrechè enormemente economico...).
    Ecco....appunto...a me di quell 'esperianza è rimasto il ricordo dell'incontro, semplice, nudo, fatto di partecipazione e creatività...(forse anche qualche sbronza!!!!)
    E poi una cosa non potrò mai dimenticare....ma chissa se altri ce l'hanno in mente (?)...un pomeriggio di primavera quando, finalmente, abbiamo organizzato la protesta-richiesta davanti al palazzo del Comune di spazi per il nostro centro sociale...eravamo in tanti....la piazza era gremita di giovani...c'erano gli striscioni a Parabiago....ma ve l'immaginate: ...LA CITTà DELLA SCARPA".
    E lì tra noi c'rea anche mio zio Franco.
    Di un'altra generazione ma di una mentalità contigua...che ci sosteneva nel legittimarci l'idea di uno spazio comune x soddisfare un bisogno socialmente naturale (SPAZIO COMUNE GRATUITO NON REDDITIZIO).
    Grazie Massimo che mi hai fatto ricordare, grazie Locomotiva che ti ho vissuto...grazie zio che ci sei stato!
    NB: Se non lo trovi troppo personale e nostalgico lo puoi trasferire sul tuo blog!!!

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  7. Anche se non ero della Locomotiva (sono la madre di Donatella) ricordo molto bene la manifestazione davanti al comune di Parabiago, che è sempre stato un paese molto chiuso per quanto riguarda il sociale. Il Sindaco, se non sbaglio, era la Padoan, leghista di ferro, poi fatta cadere dai suoi stessi compagnucci a cui seguirono gli unici cinque anni in cui governò il centro-sinistra nella destrorsa Parabiago, tornata successivamente ai 10 anni di Garavaglia (che a suo tempo aveva fatto cadere la Padoan). Credo di aver sfilato anche un 25 aprile dal comune al cimitero con lo striscione della Locomotiva. Mi fermo qui, ricordando con nostalgia le feste della birra alla Borletti di Canegrate, unico comune della zona in controtendenza rispetto ai conservatori Parabiago e Legnano. Ciao Gasparini, ciao Locomotiva, riposate in pace....

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  8. Cara mammAugusta, i sindaci furono 2 : quella della Lega e il precedente di cui non ricordo il nome ... forse c'eravamo ancora anche quando subentrò il "centrosinistra" e non mi pare ci siano stati considerevoli cambiamenti, comunque da lì a poco la Locomotiva si sciolse.
    Non posso che fare una divertita risata nel leggere "riposate in pace" :) In effetti per quanto riguarda La Locomotiva,che io sappia non ci fu più nessuno che,a Parabiago,dopo di noi,la rimise in moto ... ora scorrazza felice nel paradiso dei treni da tempo passati :)
    Donatella

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  9. Chiedo scusa se intervengo nuovamente,ma leggo con attenzione solo ora il post di 'Raffaella M' e mi accorgo che è citata la Locomotiva e anche io stessa! La tipa coi capelli neri-folti ero io! :) Hahahahaha che buffo vedermi descritta così! I locali dove ci trovammo per un bel po' di tempo erano quelli dell'allora Pds di Parabiago,una sera a settimana,per la riunione!
    Io purtroppo non ricordo Raffaella solo dal nome (forse da una foto la riconoscerei),dato che circolarono molte persone in quegli anni ... ricordo in un periodo di furono dei ragazzi di Ravello (frazione di Parabiago), in un altro periodo parteciparono attivamente i componenti della band dei Punkreas e in altri periodi invece ci si trovava in 3 o 4 e non di più. L'unica che c'era sempre,alla fin della fiera, era la sottoscritta.
    Ringrazio Raffaella del suo ricordo e la saluto.
    Donatella (e mo' me fermo).

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  10. Spero che davvero la Locomotiva parabiaghese corra nel cielo dei treni insieme alla Grande Locomotiva di Guccini, ai cui concerti cantavamo "corre, corre, corre la locomotiva....come se fosse una cosa viva..." con il pugno chiuso ed io con una sciarpa rossa in mano che ancora mi tiene compagnia. Almeno loro saranno felici mentre noi siamo qui a penare in questa "povera Italia"

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  11. Ti ho già parlato oggi all'assemblea Augusta e quindi non mi dilungo troppo. Riposino pure in pace, sia il Gasparini che la Locomotiva ma non mettiamola in maniera così pessimista....
    Donatella ti mando a breve il contatto di Raffaella

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  12. Ci sono momenti in cui, sentendo le "vaccate" di Berlusconi e company sono pessimista (o realista?) visto che siamo governati da questi esseri da troppo tempo. Stamane ero invece più ottimista perchè la gente comune (in questo caso gli operai della Fiat) dimostra di avere molto più coraggio e dignità dei nostri governanti. La nostra salvezza può solo venire dalla gente comune che non si fa condizionare dai media, da molti giornali, da certi sindacati, ma rischiano, non guardando quanto viene loro in tasca nell'immediato (che pure è indispensabile per il mantenimento della propria famiglia) ma quale è la posta in gioco per il futuro lavorativo. Qualcuno disse (in senso ironico) che sulla bandiera italiana bisognerebbe scrivere "tengo famiglia". Ebbene, gli operai della Fiat hanno dimostrato che sanno volare più alto. Grazie

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  13. Ciao Matti,
    eccomi qui come promesso...ne approfitto oggi che influenzato per un ricordo a quel circolo aggregativo che è stato "Il Gasparini"...Erano i tempi dove la gente per stare insieme craeva associazioni gruppi movimenti...non c'era ancora facebook ...diverse le iniziative che ricordo...dalla ludoteca (gettonatissima) alla presentazione dell'album "Gli spari sopra" di Vasco Rossi. E poi la tessera...bellissima...quel marx in campo rosso.

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  14. Certo caro Matti! me lo ricordo per i fantastici tornei di pallavolo: bei tempi!

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