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25 Aprile a Legnano


Partecipo da diversi anni alla commemorazione del venticinque Aprile nella piazza della nostra città.E ripercorrendo a ritroso la memoria di esse non mi era capitato mai di vedere lo spiazzo davanti a Palazzo Malinverni così poco frequentato.
Non uso il termine "deserto" perché sarebbe ingeneroso nei confronti di chi comunque era presente.
Complice che sia, la sovrapposizione della festa religiosa a quella civile con "ponti" annessi rimane il fatto che non è uno spettacolo bello da vedere quello della manifestazione per la liberazione principalmente frequentata da autorità e soggetti il cui ruolo impone l'esserci .
Notoriamente Legnano non brilla per la partecipazione a queste iniziative e per estensione generalmente non partecipa alla vita di piazza salvo nel caso vi sia l'et circensem di romana memoria.
Perché stupirsi quindi se la situazione si ripete, non vi sarebbe motivo.
Però lo spazio per una riflessione mi rimane: ma il nuovo dov'è?
E per il nuovo intendo tanti fenomeni legati alla politica che (paradossalmente)pure se ne distaccano per intenti.
E che senza additare nessuno nello specifico, elencherei come coloro emersi dal fermento dell'antipolitica, accomunati ai vari fenomeni di aggregazione spontanea diversamente colorati e a tutti i movimenti che agiscono attraverso la presa di coscienza di una parte di società che bisogna "cambiare le cose" senza appoggiarsi ai vecchi partiti fonte di ogni male.
A Legnano, posto che vi siano, mi domando dove sono questi epigoni di un nuovo approccio alla politica e non solo perché nella piazza manchi un riferimento legato ad una bandiera o ad un simbolo, che proprio per la natura di questi soggetti potrebbe essere ritenuto da essi(potrebbe, ribadisco) non necessario, ma neppure li trovo in una lettura del 25 Aprile magari rielaborata attraverso un percorso differente ma che coinvolga il significato della data.
Quindi tra le possibilità di questa assenza ne cito due. O a Legnano non esistono sensibilità del genere cosa probabile, o ipotesi peggiore la ricorrenza del 25 Aprile, viene  vissuta come una testimonianza del passato e che tutti i valori (quelli che sono valori dal punto di vista del sottoscritto) che si porta dietro siano eredità scomoda di un tempo che fu, e la cosa sarebbe preoccupante.
Nell'attesa di dare una risposta a questo quesito, cito come ugualmente preoccupante (perdonate l'ironia)ma scontato, l'ennesimo discorso del primo cittadino Mr. ordinanza Vitali, che come noto soffre di una particolare forma di disturbo della comunicazione che negli anni scorsi gli impediva di pronunciare parole della stessa derivazione storica pur con diversa valenza di -Fascismo, Partigiani, Comunista- a cui quest'anno nel discorso di commemorazione del 25 Aprile si è aggiunto anche il termine Resistenza.
In sostanza il discorso di oggi di Vitali ( a parte un accenno polemico ben indirizzato ad alcune forze politiche )poteva andare benissimo per qualsiasi ricorrenza tanto per lui sono tutte uguali, ed è questo appiattimento che dovremmo sottrarci e dovrebbe sottrarsi chi del nuovo vuole fare una bandiera. 

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