Comitato Cittadino


"Oggi abbiamo la grande occasione di chiudere definitivamente l’avventura nucleare e aprire una nuova stagione energetica. Questo è l'auspicio contenuto nell'appello di presentazione del Comitato referendario “Vota SI per fermare il nucleare."
Penso che faccia bene il  Comitato ad essere ottimista, malgrado i miei dubbi esposti di seguito e per quanto il Governo in carica,sul Nucleare dopo averlo riproposto senza tenere conto del pronunciamento referendario del 1987 non abbia intenzione di fare sconti nella sua marcia verso il ritorno all'atomo.
Il mancato accorpamento dei Referendum con le amministrative, il silenzio sui temi legati all'atomo e ai problemi che comporta tornati prepotentemente alla ribalta solo in seguito al disastro di Fukushima, e in conseguenza di questo avvenimento la moratoria di un anno che sa tanto di ultima spiaggia per depotenziare il voto del 12 e 13 Giugno sono prova di questa inarrestabile volontà.
Quello del Nucleare è stato argomento preso di petto dal Governo, un modo di mostrare i muscoli (ma che non è stato sufficiente a nascondere tentennamenti,sulle ubicazioni, i depositi, gli investimenti )a cui si affianca l'azione meno evidente.Questo agire più in ombra ha dimostrato in questi anni come non sia necessario opporre con veemenza e a viso aperto a quanto sgradito. Se si vuole sostenere che una struttura funziona male basta comportarsi in modo da farla funzionare male.
Se si vuole favorire ad esempio la scuola privata a detrimento della scuola pubblica si comincia prima con il mettere in dubbio il valore di quest'ultima, si prosegue poi nel prenderne a pretesto i problemi per tagliare indistintamente sia dove necessita sia dove invece sarebbe necessario l'opposto, e intanto mentre gli investimenti latitano comincia a latitare anche l'idea di una scuola per tutti e di buona qualità.
In maniera analoga si agisce sui trasporti pubblici, sia su ferro che su gomma e nel campo stesso delle Energie Rinnovabili dove con una mano si dispensano incentivi  senza troppo discernimento e con l'altra si toglie(vedi il tetto proposto poi "saltato" degli 8000 MW da fotovoltaico) e gli esempi potrebbero continuare.
Quindi pure un post-Referendum che possa  vantare la vittoria dei Sì nei quattro quesiti, tra cui quello legato al Nucleare lascerebbe a mio giudizio l'incognita di come una volta scartato l'ipotesi "atomica" si possa puntare seriamente sulle rinnovabili con l'attuale maggioranza..
Ma a parte questo concreto timore, che può (sottolineando quest'ultima parola:può)essere risolto alla scadenza naturale del mandato del Governo o possibilmente prima (ma non è oggetto di questo post), sono d'accordo che per almeno sperare di entrare in questa nuova stagione energetica auspicata dal Comitato per il SI', bisogna ottenere il risultato di portare a votare la metà più uno degli aventi diritto il 12 e 13 Giugno e che in questo quorum stia una percentuale di Sì sufficienti a terminare le velleità governative.
Per ottenere questo, con ben poco risalto  nei media "che contano", ha preso il via la campagna a sostegno dei referendum.Anche nella nostra città stasera, salvo impedimenti dovuti ai vari impegni (consiglio comunale in primo luogo)ci si incontra per dare forma, se possibile, ad un Comitato che possa gestire i prossimi due mesi di azione sul territorio, così come avvenuto per la raccolta firme che ha permesso di arrivare a questo importante passo.
Essendo la prima riunione non vi sono proposte concrete. Sul modello del comitato nazionale e limitatamente al Nucleare* il Comitato potrebbe nascere sotto forma di una struttura composta da associazioni, persone e movimenti locali e nelle cui iniziative siano coinvolte le forze politiche che si dichiarano sostenitrici dello stesso.Mentre a livello nazionale l'azione del comitato sembra si concretizzi affiancando in autonomia il comitato promotore (IdV) a Legnano non si è ancora evidentemente discusso di questo.Quale che siano le decisioni prese  lo scopo è quello di realizzare attività informative e di promozione ed ogni altra azione a sostegno della Campagna del Referendum contro il nucleare.
In questo ambito penso soprattutto sia necessario cercare di allargare il discorso ai canali che normalmente non sono propri dell'area ed è questa la sfida più ardua alla quale penso non ci si possa sottrarre.La posta in gioco in caso di sconfitta è una svolta negativo nelle politiche del paese sui servizi e sull'ambiente e non sarebbe cosa da poco.

*(traendo la proposta da quanto espresso nel verbale di Energia Felice.It)
la vignetta che apre il post è tratta da http://www.energiafelice.it/2011/04/vignette-per-il-referendum/ sito lombardo che invito una volta di più a visitare.

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