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Panorami


Da molti anni non mi capitava di viaggiare così tanto in un periodo così breve.Si tratta di un incremento relativo naturalmente, riferito ai miei standard abituali di questi ultimi anni e quindi insolito. Innanzitutto fuori dal normale si è rivelata la fortuita combinazione di eventi che quest'anno ha determinato come i miei spostamenti si verificassero al di fuori del periodo "canonico",come ho già avuto modo di accennare nel precedente post .
Inoltre per la maggior parte degli spostamenti di questa settimana, la scelta di preferire al più veloce aereo, il treno (abbinata a quella forzata dell'auto) mi ha permesso di osservare su e giù per lo stivale, dal Monte Bianco alla Capitanata, con molta rilassatezza il panorama.
A differenza di chi per lavoro è costretto a viaggiare parecchio (o ugualmente nel caso lo faccia per piacere)e si accorge dei cambiamenti molto più velocemente, al sottoscritto questo aspetto manca
e quindi i quasi tremila chilometri percorsi relativamente "slow" mi hanno permesso di vedere di persona l'incremento del' utilizzo delle energie rinnovabili nella porzione di Paese che ho visitata.
Molti dei panorami a cui mi affacciavo portavano in maniera evidente l'investimento di questi anni nella ricerca di soluzioni energetiche alternative alle fossili e che il risultato dei referendum dello scorso Giugno spero abbia reso inevitabile.
Su molti tetti della Valle d'Aosta come quelli dell'Emilia, o delle Marche brillano ai raggi del sole gli impianti fotovoltaici, e pur differenti nella concezione stendono le loro pale le torri eoliche dalla campagna di Foggia come nella valli sopra Ivrea.
Non è casuale che affronti questo argomento perché di attualità per due notizie di questi giorni, la prima riguarda la polemica suscitata dalle ennesime dichiarazioni di Sgarbi, ma soprattutto per il clamore suscitato dal suo abituale siparietto di insulti e offese (date e ricevute)in quel di Polignano, a corollario di un ragionamento contro gli impianti eolici ed il loro l'impatto sul paesaggio dei quali il Sindaco di Salemi è forte oppositore, insieme alla citazione delle mafie che a dire del "popolare" presentatore sono dietro a questi investimenti.
E' di oggi la seconda notizia, che affianco alla precedente, ovvero come il Programma ONU per l’ambiente divulghi come gli investimenti nelle energie rinnovabili lo scorso 2010 nel mondo abbiano superato i 211 miliardi di dollari(http://www.unep.org/newscentre/Default.aspx?DocumentID=2647&ArticleID=8805&l=en) con un forte incremento rispetto ai 160 milioni di egual valuta dell'anno precedente soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Il nostro paese rappresenta una realtà in ascesa in questo tipo di investimenti (In Europa secondi alla Germania).
Non ho intenzione di inoltrarmi in elucubrazioni complesse cercando di valutare in questo post i pro e contro delle rinnovabili, non è questa  la sede per affrontare la questione in quanto per primo sarei in difficoltà a sviscerarla completamente e intelligentemente, non avendo competenze di nessun tipo in questo campo.
La mia opinione è che nessuna soluzione possa considerarsi definitiva ed in termini assoluti soddisfacente.A partire dal registrare come vi siano degli innegabili vantaggi in questo tipo di investimento, correlate a delle controindicazioni che non sono tanto frutto dell'investimento in se stesso quanto del contesto in cui sono fatte. Ovvero come nell'esempio degli investimenti mafiosi sull'eolico, nell'ammettere che quando le infiltrazioni del genere sono presenti non è colpa dell'eolico ma dell'associazione mafiosa che prova a specularci.
Dal mio viaggio mi limito semplicemente a riportare come al sottoscritto non sembra di avere notato delle deturpazioni irreversibili nella maggior parte dei paesaggi in cui questi interventi sono stati operati, per quanto in alcune soluzioni siano abbastanza discutibili. In ogni caso dai finestrini del mezzo in cui viaggiavo ho percepito con forza il cambiamento in atto e per quanto ogni trasformazione non sia scevra da rischi sono convinto che se ben gestito sia quanto necessiti al nostro paese.Con una sottolineatura indispensabile su quest'ultima frase.

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