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Quando Legnano non era "riciclona"...



Negli scorsi giorni la nostra città ha ricevuto un'attestato che le fa onore. Infatti lo scorso 14 Luglio è stata conferita alla Città di Legnano la menzione speciale come Comune Riciclone non capoluogo più grande grazie ai suoi quasi sessantamila abitanti ed una percentuale di raccolta differenziata pari al 64 e rotti per cento.
Il riconoscimento, proveniente dall'Associazione dei Comuni Italiani(anci) tra i principali partner degli organizzatori di questo annuale appuntamento sulla gestione dei rifiuti ovvero Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, per quanto abbia carattere  simbolico è a mio giudizio importante .
Una volta tanto Legnano (come lo scorso anno) dal punto di vista ambientale ottiene un punto a favore nel proprio operare.
Naturalmente le dichiarazioni delle autorità, Sindaco in testa,sono improntate all'autoincensamento, ma devo segnalare come leggendo le notizie su questo tema non abbia trovato reazioni particolarmente sopra le righe. Anzi lo stesso Vitali a margine dei complimenti che fa alla sua amministrazione trova doverosamente e in maniera molto politically correct lo spazio per elogiare i concittadini per la collaborazione nel conseguire questo risultato.
Fa eccezione, ma è l'unica nota stonata, la posizione espressa nel gruppo Facebook locale dal Presidente del Consiglio comunale, Paolo Campiglio dal mio punto di vista data la sua carica e ruolo, fuori
luogo.ho maturato tale opinione non tanto per il contenuto delle sue frasi che attaccano una parte della opposizione che nella scorsa legislatura avrebbe a suo dire criticato le scelte del comune riguardanti la differenziata. La presa di posizione di Campiglio per quanto legittima e probabilmente (ma tutta da dimostrare) suffragata dai fatti, rimane decontestualizzata e ben poco motivata, aspetti che invece per un "politico" dovrebbero essere quasi d'obbligo, anche in una discussione via social network...Pena lo scadimento nella polemica fine a se stessa.
Il fatto che la nostra città in questa classifica dei comuni più virtuosi nella raccolta differenziata sia la  più grande per numero di abitanti, realtà che le è valsa il premio, non deve fare dimenticare che nella fascia dei comuni del nord oltre i 10000 abitanti occupa il 140° posto ed ha una percentuale di raccolta nella media della sua zona.Dati sicuramente positivi ribadisco, che superano la media del 60% richiesta dalle norme ma che non consentono di cantare vittoria.
Lo stesso dossier di Legambiente, riporto quasi testualmente, indica una criticità nel fatto che la Lombardia, prima regione riciclona della storia d’Italia, ha da qualche anno ceduto il passo: prima al Veneto, poi a quasi tutte le regioni del settentrione: segno per il cigno verde che la regione, le province, hanno smesso di tirare, di promuovere i comuni virtuosi, di convincere le “sacche di resistenza” ad ogni riciclaggio a differenziare.
Immagino che la soluzione per questa tendenza da invertire su base regionale sia quindi aumentare il numero di comuni ricicloni senza perdere percentuali in quelli già in buona posizione, come la nostra città che d'altronde ha raggiunto questi eccellenti risultati da tempi relativamente recenti.
Per scendere a livello delle punzecchiature politiche come quelle del Campiglio(probabilmente destinate al PD) per il sottoscritto è sufficiente riportare dal dimenticatoio delle cronache della giunta Cozzi quanto avveniva anni or sono a proposito della differenziata.
Clicca sull'immagine per ingrandire
Nell'articolo a causa del tempo purtroppo quasi illeggibile  che riporto a fianco è possibile intravedere delle figure paludate in sacchi dell'immondizia, come specifica molto più chiaramente la didascalia del redattore del pezzo.
Questa mise, per quanto nella foto sgranata non sia possibile leggere bene il "plastica" che campeggiava sul sacchetto che indossavo come pure non è leggibile la "specializzazione" nel ramo di differenziata che ognuno dei presenti si scelse, venne utilizzata dai Verdi per Legnano di cui facevo parte in seguito alla scarsa attenzione della giunta cittadina capitanata dall'allora sindaco Cozzi sul tema dei rifiuti, sia praticamente come in sede di confronto e difatti nello specifico viene citata l'assenza degli amministratori ad un convegno sui rifiuti con dei referenti istituzionali.
A volte i gesti dimostrativi servono, a volte meno, in ogni caso portano in primo piano un problema, la risoluzione del medesimo però viene affidata alla continuità dell'azione, continuare a battere il ferro quando è caldo e in parole povere cercando dall'opposizione di convincere la maggioranza della bontà delle scelte che si propongono in questo caso cosa poi avvenuta per quanto nessuno mai della maggioranza immagino avallerà questa mia tesi.
Nel citato articolo è possibile leggere l'accenno alle cifre che confermavano come il comune di Legnano all'alba del nuovo millennio fosse molto carente nella gestione della differenziata,al di là delle valutazioni contenute nel pezzo stesso questo aspetto viene confermato dalle cifre contenute nel primo e unico Rapporto sullo stato dell'Ambiente che il nostro comune si sia degnato di stilare e che riferisce come il peso della raccolta differenziata (RD) aumentava nel periodo dal 1996 al 2004 ma in misura limitata  restando sotto agli obiettivi minimi nazionali (del 25% al 2001 e del 35% nel 2003).
Amministrata dal centrodestra da quasi tre lustri, ancora nel 2003 la situazione non era migliorata dopo che solo la nostra città restava unica della zona ad utilizzare i cassonetti stradali per il conferimento dei rifiuti.
Questo comportava sia una vertiginosa impennata dei quantitativi di rifiuti raccolti, causa i conferimenti provenienti da altri Comuni, sia un incremento del fenomeno di abbandono di spazzatura di ogni tipo fuori dagli stessi cassonetti. Inoltre la percentuale della raccolta differenziata rimaneva intorno al 25,31%.Per farla breve la situazione si risolse gradatamente a partire dalle decisioni prese durante la seduta del Consiglio Comunale del 22 febbraio quando il passaggio da cassonetto a sacco venne approvato col favore di maggioranza e Verdi e l’astensione della minoranza. 
Un provvedimento molto atteso che ha dato nel tempo i suoi frutti, che non penso possa essere valutato senza uno sguardo più ampio sul contesto in cui è maturato.

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