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Diamoci un Taglio


Tra le mie (poche) doti non figura quella dell'essere pacifista tout court, inizio questo post specificandolo, perché non vorrei generare fraintendimenti in quanto l'oggetto del mio scrivere non riguarda la Pace intesa come il valore che dovrebbe essere considerato come universalmente riconosciuto ma un'aspetto legato ad essa.
Alla vigilia di questo fine settimana che ha in Domenica 25 settembre un'importante appuntamento come la Marcia della Pace da Perugia ad Assisi, penso che sia giusto e legittimo affrontare la questione  nota, ma probabilmente sottovalutata da un gran parte di concittadini, che riguarda le  spese militari del nostro paese.

Lo spunto migliore me lo da il fatto che SEL ha iniziato a raccogliere firme on-line per una petizione che impegni il Parlamento e il Governo adottare provvedimenti rapidi per ridurre l'investimento di risorse in armamenti.
Dopo la turbolenta genesi della manovra economica e alla luce delle scelte di intervento sulla spesa corrente su cui la maggioranza ha trovato una quantomai difficoltosa sintesi, SEL ha ritenuto e in questo mi trova pienamente d'accordo, che come cittadini diventa  quasi improcrastinabile chiedersi  se ci sono capitoli del bilancio dello stato che possano essere bypassati senza colpo ferire, ovvero senza essere toccati dai tagli che in altri settori sono pesantissimi ? 
O conviene iniziare a domandarsi se ci possiamo permettere di spendere in armi una cifra variabile secondo fonti diverse tra i 24 ed i 27 miliardi di euro all’anno, e per quale scopo sono finalizzati questi investimenti. Nonché cominciare a considerare seriamente quanto la nostra presenza nelle "missioni di pace" sia utile, dati  risultati ottenuti da alcune di esse (al primo posto metterei l'intervento in Afghanistan) che non sono certamente definibili come un successo ne dal punto di vista militare tanto quanto politico.
Questo pesante investimento di soldi pubblici è il modo migliore per garantirci sicurezza, o cela un'insostenibile sperpero? Come si è chiesto in un italiano molto migliore del mio, padre Alex Zanotelli nel suo appello a cui fornisco il link, di cui mi preme sintetizzare la domanda se sia accettabile continuare a spendere in armamenti quando lesiniamo investimenti per la scuola, i servizi pubblici e la spesa sociale?
Mentre il testo della petizione DIAMOCI UN TAGLIO alle spese militari, molto più mirato è possibile recuperarlo da questo collegamento.

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