Un ref-euro-rendum sul nucleare?


Ieri mattina è esplosa parte di un impianto di trattamento di scorie radioattive nel Sud della Francia. 
Duecento chilometri e poco più ad est si trova il confine del nostro paese, ed è ritornato nelle pagine dei giornali il dibattito sulla sicurezza, naturalmente la notizia in alcuni quotidiani occupa un certo risalto, in quelli della destra naturalmente si parla di altro, di Santoro, del Governo e così via e rimane relegata nei tagli bassi.
Nel complesso di Marcoule dove è avvenuto lincidente non si produce da tempo energia, ma non è assolutamente dismesso e tratta materiali radioattivi.
Il fatto che la società che gestisce il sito classifichi l'incidente di tipo industriale e non nucleare, che si parli insistentemente di errore umano e che dalle autorità batta forte la grancassa che all’esterno della centrale i livelli di radioattività siano nella norma, lascia per il sottoscritto il tempo che trova, ovvero saranno gli accertamenti del caso a stabilire quanto sia avvenuto e che intensità possa attribuirsi al danno, rimane il cordoglio per chi ci è andato di mezzo.
Ci sono troppe centrali nel vecchio continente, alcune realmente pericolose. Non è male l'idea che proviene dai Verdi di bandire dall'Europa il nucleare attraverso lo stesso sistema adottato in Italia quest'anno:un referendum dal taglio europeo. 

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