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Un secolo fa come oggi:la guerra di Libia



Cento anni fa proprio in questi giorni del 1911, il Regno d'Italia costituitosi cinquant'anni prima dichiarava guerra al secolare Impero Ottomano, e iniziava le operazioni militari nella propaggine occidentale del "gran malato d'Europa" ovvero la Libia.
Nell'autunno di quell'anno gli italiani arrivano inTripolitania per portare il benessere, dicono, per portare una nuova era di pace e prosperità e invece quanto avviene oltre il canale di Sicilia non ha queste connotazioni.
Le cronache del vecchio continente di quegli anni riportano il copione di violenze, stragi e atrocità che immancabilmente accompagna ogni avventura coloniale e che arrivano in minima parte all’opinione pubblica italiana, ebbra per miraggi di ricchezze e prestigio che non si concretizzeranno ma pronta a sostenere il mito del soldato italiano “buono e generoso”.
Come fu possibile che i tanti ideali del Risorgimento in un tempo così breve venissero soppiantati da ideologie di conquista e oppressione coloniale, ad opera di una nazione da poco liberata dal dominio straniero e che avrebbe dovuto contribuire alla redenzione anziché alla dominazione dei popoli oppressi merita una disamina approfondita.
In occasione della ricorrenza di questo centenario vale la pena di soffermarsi per una riflessione scorrendo le frasi dello scritto di Giancarlo Restelli sugli avvenimenti militari, sociali, diplomatici che accompagnarono l'impresa Libica e che gentilmente ha concesso a  Fare Legnano di ospitare nel suo foglio virtuale.
Invitiamo la lettura del testo del professor Restelli al seguente indirizzo internet, ringraziandolo per la cortesia e ricordando che nella nostra città il prossimo 18 di ottobre al Cinema Ratti, dalle ore 21,vi sarà la possibilità di seguire di persona il professore in una conferenza sullo stesso tema, dal titolo Gli Italiani in Libia dalla conquista a Gheddafi(1911-1970). 

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