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Centinaio ama... ma non tutti.


Dopo il caso dei volantini a firma BR trovati qua e là per Legnano, nel campo del centrosinistra la novità odierna legata alle elezioni lo è solo parzialmente .
Infatti, oggi Alberto Centinaio ha negato l'apparentamento per il secondo turno di ballottaggio nella nostra città alle liste che sostenevano il suo sfidante all'interno del centrosinistra, Marazzini.
Ritengo la scelta coerente, per quanto spiacevole dal punto di vista personale.
Non intendo assumere toni cupi e per questo mi limito ad una considerazione "leggera", rinunciare alla presenza in una squadra politica o amministrativa di una persona come Giuseppe Marazzini, è come lasciare in panchina un giocatore decisivo ed in forma in una finale di Champions League.
Molto più seriamente prendo atto che il percorso di coalizione solitario delle liste che appoggiano Centinaio all'appuntamento della prossima domenica, ha continuità con quanto sperimentato negli ultimi dodici/tredici mesi e che ha visto su fronti contrapposti i due candidati di riferimento di un possibile esperimento unitario.
Il percorso intrapreso per mandare all'opposizione la giunta Vitali prima pietra della costruzione del cambiamento che Centinaio evoca nei suoi manifesti e che, tanto per chiarezza, io per primo auspico a Legnano, lascia
molti calcinacci, dei macigni lungo il sentiero che conduce alle prossime Politiche del 2013.
Chiaramente le questioni che bisognerebbe discutere intorno ad un tavolo sono riconducibili ad altri livelli che travalicano l'angusto ambito locale, a cominciare dalle dichiarazioni di Bersani all'indomani del primo turno e che riguardano la leadership "di diritto"del PD in un soggetto di alternativa alle destre a cui non si vogliono (o non si possono? a questo punto il dubbio è legittimo)dare contorni definiti.
Parlare di alleanze in un momento di crisi nera e di sfiducia nella politica come quello che stiamo attraversando rischia di confondere ancor più le persone, però molti legnanesi "schierati"che ho incontrato ai banchetti e ai gazebo di SEL per Marazzini, hanno parlato più volte(a seconda della propensione al voto) di unità. Unità a sinistra o nel centrosinistra.
Ma a questa richiesta non nuova peraltro, le risposte che sono arrivate da Legnano non sono confortanti e neppure targate "Left".
Alla ricerca di unità il tempo non è mancato, il potenziale centrosinistra locale ha avuto oltre un'anno di tempo a disposizione per organizzarsi, merito esclusivo di SEL che propose i primi incontri bilaterali tra partiti.
Già allora arrivarono i primi dinieghi (IpL e i centristi) al dialogo. Dopo l'autocandidatura di Marazzini a sindaco l'opzione di incontrarsi proposta dal neo candidato fu elusa. Negate a suo tempo le primarie, oggi negato l'apparentamento, non capisco su che altre basi possa costruirsi un percorso comune per un eventuale centrosinistra, almeno a livello locale. 
Potrà sembrare strano scrivere di questi argomenti, ora, alla vigilia di un'avvenimento straordinario come il crollo del duopolio lega-PdL nella quasi ormai ex "Tana della Lega".
Ma per il sottoscritto vale la pena ricordarlo in tempi non sospetti.
Perché alla stessa  scelta di coerenza, di serietà e di rispetto nei confronti dei suoi elettori che nell'articolo di Legnanonews il prossimo (si spera)sindaco  evoca per motivare il non apparentamento, tra pochi mesi a livello nazionale forse dovranno fare appello anche coloro legati all'area di sinistra,che ad alcuni fa comodo chiamare ancora radicale( e nel' agitare lo spettro "comunista" molti credono ancora ,in primis Vitali che ha tappezzato la città di manifesti chiarissimi).
Certo, gli scenari politici nazionali cambiano e possono farlo velocemente, magari non sarà una foto (di Vasto) a condizionare il futuro e neppure il crollo del grande centro(che fortuna!) forse non basterà neppure il boom di Grillo o lo sboom della Lega. 
Ma quando sarà il tempo di aprire la porta del dialogo? Quando sarà troppo tardi?

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