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Bloccato il tentativo di ri-privatizzare l'acqua


Da un paio d'ore, agenzie di stampa e quotidiani riportano la notizia che l'inammissibilità dell'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011 dichiarata dalla Corte Costituzionale fa saltare il tentativo di eludere il risultato referendario sull'acqua.
Quando si parla di acqua malgrado l'apparente semplicità della questione, non si può fare a meno di entrare nei meandri dei "tecnicismi", in quanto l'ennesima riproposizione di privatizzare l'oro blu, si
cela dietro i tentativi  di fare passare normative che concedano quote da parte degli enti pubblici a soggetti che sul bene comune principale(nello specifico l'acqua, ma il discorso è ampliabile) ci vogliano lucrare.
Il governo Berlusconi, aveva aggirato il risultato referendario con il citato art. 4 e Monti ci aveva messo del suo quest'anno,non so se il punto a favore dei beni comuni ricomincia il gioco del "tira e molla" su di essi.
Per il momento prendo la notizia come viene, positivamente. Oggi è la giornata giusta per festeggiare, ognuno alla sua maniera, esultano i Movimenti come pure le parti politiche che hanno scelto di appoggiare i referendum (anche quelli che lo hanno fatto in maniera più tiepida) in ogni caso l'accoglimento del ricorso presentato dalla regione Puglia, per il sottoscritto vale la pena sottolinearlo, può rinnovare l'impegno a riportare l'attenzione sulla gestione dei beni comuni, probabilmente alla massa rimane in memoria l'eco straordinario del referendum ma non so quanto in più.
A Legnano ci siamo portati avanti, nello scorso consiglio comunale si è trattato di Casa dell'acqua e di beni pubblici, e una volta tanto non è andata come durante l'amministrazione Vitali, il Gruppo Consigliare della Sinistra cittadina qualcosa ha portato a casa.

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