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Notte bianca al Parco del Roccolo


Sabato notte, con mio figlio ho partecipato all'iniziativa (vedi locandina) della Notte Bianca al parco del Roccolo.
Serata piacevole della quale è doveroso segnalare la buona riuscita dell'iniziativa che a due passi dalla nostra città ha coinvolto un buon numero(un centinaio) di partecipanti tra cui molti giovanissimi.
Le appassionate  guide del gruppo a cui ci eravamo uniti, hanno sottolineato come il periodo fosse leggermente posticipato (di alcune settimane) per un riscontro sostanzioso.
Ma la piccola sbavatura non ha impedito durante la passeggiata l'ascolto dei richiami di alcuni abitanti del
parco agricolo, o l'osservazione del cielo da una prospettiva meno densa di illuminazione artificiale, a volte caotica, alla quale siamo abituati. 
In cronaca locale  sintetici resoconti hanno già descritto nel dettaglio gli obiettivi legati all'osservazione e all'ascolto della natura in questa porzione di altomilanese minacciata da una incessante urbanizzazione.
Da partecipante alla passeggiata posso evidenziare come integrazione rispetto a quanto sopra ciò che nella cronaca  non viene descritto, ovvero l'aspetto meno tangibile, ma importante, dei commenti e delle battute scambiate durante la passeggiata.
Ne riporto alcuni in ordine sparso iniziando dall'inquadramento del Villoresi nel progetto delle "Vie d'Acqua", mentre per l'Olona si è alzata bandiera bianca.
Altro aspetto interessante riguarda la sottolineatura sulla manutenzione di un parco, aspetto importante nel quale anche i tagli quando sono eseguiti conformemente e con scopi precisi(per favorire l'impollinazione ad esempio) denotano la vitalità del parco stesso.
"C'è da preoccuparsi non quando si notano dei tagli sporadici ma quando un parco sembra trascurato" nel virgolettato sintetizzo una espressione risuonata nel corso della serata.
In effetti non essendoci in zona aree di foresta vergine ma solo terreni a forte antropizzazione gli interventi devono avvenire e per tempo, mi riallaccio parzialmente con questo alla vicenda del nostrano PAM ( Parco AltoMilanese) nel quale una situazione malgestita e divenuta fuori controllo, anche per l'intervento di fattori esterni(il parassita Bostrico) ha portato a massicci tagli (e ad elevati costi).
Tra i vari spunti emersi penso il più importante riguarda le minacce che sono portate al Roccolo  stesso, in primo luogo l'insediamento dell'industria avicola al confine tra Busto G. e Canegrate, crisi la cui riacutizzazione a quanto emerso nel corso delle citate battute sta per avvenire in tempi brevi...


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