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Conclusa la Settimana Mondiale dell’Acqua


E' appena terminato paradossalmente sotto la pioggia, un mese definito torrido nelle cronache nazionali e locali, insieme ad esso si è conclusa la Settimana Mondiale dell’Acqua.L'appuntamento si è tenuto a Stoccolma dal 25 al 31 agosto e da 22 edizioni ha tra gli obiettivi fondanti di far riflettere sui numerosi problemi legati all’utilizzo di questo bene essenziale.Le tematiche legate all'acqua sono molteplici, tra le principali quelle legate all'accesso all’acqua potabile, che rimane aspetto critico per consistenti fasce della popolazione mondiale, benché si siano registrati miglioramenti nel corso degli ultimi decenni.

Questa diversificazione di temi legati all'oro blu mi impone di fare riferimento quindi, a solo alcuni degli aspetti che in occasione dello svolgimento della 3W(Word Water Week, la settimana dell'acqua per l'appunto) sono stati trattati nella stampa.Il commissario all'ambiente dell'Ue, all'interno di un discorso più articolato di cui riporto il link ove l'ho letto, ha sottolineato come l'agricoltura abbia delle responsabilità da affrontare in quanto "l'irrigazione delle colture, soprattutto alimentari, assorbe il 70% dell'acqua consumata nel mondo, questo tasso supera anche l'85% in alcuni Paesi in via di sviluppo. E' chiaro, quindi, che accesso all'acqua e sicurezza alimentare sono intimamente legati."Ho trovato l'identico concetto o pressappoco, espresso dalle parole del direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, la stampa riporta le sue dichiarazioni che trattano di come «Non esiste sicurezza alimentare senza sicurezza delle risorse idriche" fornendo gli stessi dati del citato commissario UE, e puntando l'indice a sua volta sui metodi di lavorazione utilizzati dall'attuale produzione agricola. Uno dei miglioramenti auspicato dal d.g. della FAO  riguarda come “dobbiamo riuscire a produrre in modo che si preservino le risorse idriche, si usino in modo più sostenibile ed intelligente, e si aiuti così l’agricoltura ad adattarsi al cambiamento climatico“.Ma le responsabilità non sono appannaggio esclusivo di un solo soggetto, la filiera legata a industria alimentare, mercati all'ingrosso, grande e piccola distribuzione, ristorazione, e last but not least,consumatori,evidenzia una dissipazione di risorse.Salvaguardia di cibo e acqua sono presenti anche nell'appello  mondiale contro lo spreco alimentare di una lista di scienziati  (tra cui l'italiano professor Segrè), in esso ho potuto leggere (tratto da Repubblica) come sia " giunto il tempo per un approccio nuovo e pragmatico. E se ci concentrassimo su ciò che può essere raggiunto, non solo a livello di produzione e di distribuzione ma facendo soprattutto un uso migliore delle risorse disponibili? Se le perdite e gli sprechi di cibo venissero ridotti della metà, il risparmio d'acqua globale - solo per l'irrigazione - sarebbe nell'ordine di 450 chilometri cubi. Ciò equivale a sei volte il flusso di acqua del Nilo nel lago Nasser o la quantità totale di acqua utilizzata dal settore industriale a livello globale". Lotta allo spreco, razionalizzazioni e pianificazioni legate all'oro blu, anche per il nostro paese.Poco prima dell'inizio della 3W, il 24 agosto scorso Legambiente ha prodotto un interessante studio legato alla siccità che ha messo a dura prova i campi e i fiumi nella nostra regione.L'anomalia delle precipitazioni ha contribuito nel dipingere un quadro non del tutto completo secondo l'associazione dal simbolo con il cigno verde. L'acqua nella nostra regione non è mancata ovunque allo stesso modo: le centraline meteo da inizio 2012 hanno fatto registrare 888 mm di pioggia a Varese, contro i 173 di Mantova.Diversità di precipitazioni che permettono forse di parlare di siccità solo per i campi della 'bassa', o nelle province orientali della Lombardia".Un problema  la cui chiave di lettura non sta in termini di carenza di pioggia, ma come anomalia climatica: in pratica, si è avuta la concentrazione di tutte le precipitazioni in un periodo ristretto dell'anno, e penso che di questo aspetto ne siamo tutti consapevoli anche a Legnano. Al di là della percezione personale sono i numeri quelli che contano e quelli del dossier di Legambiente definiscono chiaramente che ci sia stata poca pioggia in inverno, pochissima o completa assenza di precipitazioni in agosto, ma tanta pioggia (e neve in montagna) in primavera, fino alla metà di giugno". Secondo Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia , come possibile leggere nel blog di Legambiente , alla Lombardia non è mancata l'acqua, ma la capacità di gestire la risorsa idrica in un contesto climatico diverso dall'usuale, l'esempio dell'inadeguatezza delle regole di gestione idrica è quello dei bacini idroelettrici montani, che hanno continuato ad accumulare acqua per tutta l'estate, sottraendola ai laghi prealpini e ai fiumi della pianura ormai in secca."Non possiamo gestire la risorsa idrica e le colture irrigue con le stesse regole che abbiamo impostato nei secoli passati. La Lombardia deve perseguire strategie di adattamento al cambiamento climatico, per ridurre l'impatto ambientale degli usi idrici e per garantire comunque l'accesso all'acqua da parte di cittadini e imprese"è  la conclusione dell'associazione.I tre esempi citati portano in primo piano che sull'acqua occorre una gestione differente da quanto opera finora.Per brevità ho omesso le soluzioni proposte in alcuni casi, che pure ci sono, ma che attendono attuazione.Si possono leggere nei vari articoli a cui i link portano.La volontà di affrontarli è ancora tutta da verificare, e su un tema importante come quello dell'acqua non è delegabile solo ad altri è responsabilità per tutti.Il cambiamento passa attraverso tanti passi compreso l'argomento che non era specificamente trattato dalla 3W che riguarda la  privatizzazione della stessa, un tema che rimane caldo,riguarda il concetto di acqua come diritto e come bene comune."Non basta la dichiarazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite dell’estate scorsa che riconosce il diritto all’acqua, dobbiamo arrivare a un riconoscimento da parte dei governi del diritto all’acqua, ad una responsabilità politica nel fare leggi a protezione dell’acqua come diritto e come bene comune e di mettere nelle Costituzioni dei vari Paesi il diritto all’acqua".E non è anche questa incombenza da poco...

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