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Monica Frassoni al Quadrifoglio



Molte sollecitazioni, grande abbondanza di temi nell'incontro che SEL di Busto Arsizio ha organizzato in occasione del San Valentino da campagna elettorale appena trascorso.
Al Quadrifoglio di via Lodi, 20 a Borsano, a tenere banco erano Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei e candidata "esterna"di Sel al Senato con Mario Agostinelli, presidente di Energia Felice, insieme a loro i candidati di zona del circolo Bustese.
Il resoconto della serata è ben descritto in questo articolo di cui fornisco il LINK apparso nel sito di SEL locale( e che allego in calce)
Avendo materiale del genere a disposizione è inutile addentrarsi oltre nella cronaca.
Mi limito a sottolineare due questioni su tutte.
Ho apprezzato quando Monica Frassoni descrive il rapporto con gli alleati di coalizione, a cui deve essere ben prospettato l'intenzione di dare risposte in tempi brevi alla questione energetica facendo scelte chiare e individuando priorità d’intervento: prima di tutto nell’allocazione di fondi, dirimendo l'intrico degli incentivi, insomma facendo chiarezza per il futuro che si vuole green non solo di nome.
L'altra riguarda un tema che anche lo stesso Agostinelli ha affrontato in articoli recenti che descrivono quanto i temi ambientali siano scomparsi dall'agenda politica nazionale, vedi questo link dal suo blog che porta l'esplicito titolo dov'è finito il clima?.

Personalmente rimasi sorpreso dopo lo scontro televisivo tra Renzi e Bersani delle Primarie di fine anno scorso nell'assenza di domande su questioni ambientali.
E il Centrosinistra dovrebbe essere (almeno nelle intenzioni) sensibile su queste tematiche.Un ruolo di cui SEL a mio modo di vedere deve farsi carico prioritario.



Dal sito di SEL Busto Arsizio:


Ambiente, energia, territorio: temi grandi assenti della campagna elettorale. Non facile parlarne quando ci si riduce a dover contrastare facili slogan e mirabolanti promesse di tagli fiscali da parte delle stesse forze politiche che hanno causato direttamente o indirettamente il saccheggio delle nostre tasche. Sel Busto Arsizio, nella serata di giovedì 14 febbraio, ha accolto alla sala Quadrifoglio di Borsano due esperti di politiche ambientali ed energetiche come Monica Frassoni, a lungo europarlamentare verde e oggi candidata al Senato in Lombardia nelle liste del partito di Nichi Vendola, e Mario Agostinelli, già consigliere regionale per due legislature e presidente di Energia Felice.
La candidatura di Frassoni, bresciana, “senza paracadute” (nel senso che è candidata solo in Lombardia, e per lei tutto dipende dal solo voto dei lombardi per Sel), mette in rilievo quei temi ambientali ed europei cui questa campagna elettorale per motivi diversi sembra aver messo la sordina. La Lombardia è il primo inquinatore d’Italia, ricorda Agostinelli presentando l’incontro, con il 20% delle emissioni totali di anidride carbonica; “l’atmosfera è satura, il territorio ferito, con 174 siti da bonificare”, centinaia di morti l’anno per malattie ricollegabili alle sole polveri sottili (Pm10) in atmosfera, “poi c’è la mobilità negata, in Lombardia non ci si muove o ci si muove male”, a dispetto delle sempre più mirabolanti grandi opere – rivelatesi spesso castelli in aria, o peggio ancora. Del territorio non si può non parlare: “in Lombardia abbiamo qualcosa come 627 milioni di metri quadri di aree dismesse”: sono 627 chilometri quadrati! “Mai più” avverte Agostinelli “accadrà, come nei prossimi dieci, vent’anni, che delle amministrazioni abbiano occasione di fare delle scelte di riallocazione su aree così enormi”. Cosa ci aspetta, dunque? Speculazioni e centri commerciali, sul modello dell’Alfa di Arese e dei suoi due chilometri quadri? Oppure usi sociali e perchè no piantumazione di nuovi boschi in aree che non vedono verde fruibile da tempo? Il suolo con i suoi prodotti, cibo in testa, è un punto chiave anche per i temi del prossimo Expo 2015 di Milano: e cosa sarà di questo Expo, una mostruosa fiera all’ombra della ‘ndrangheta o una degna rappresentanza dei temi e degli slogan che la grande manifestazione si è data? Anche questo è in ballo con il voto regionale tra dieci giorni, ricorda Agostinelli. “E se fossi in Ambrosoli neoeletto presidente della Regione, nominerei subito a commissario dell’Expo Carlìn Petrini” (il fondatore di SlowFood, forse capito e apprezzato ancor più all’estero che in patria). Intanto la nostra Lombardia arranca in ordine sparso. Ben 331 Comuni hanno inviato a Bruxelles propri piani territoriali energetici; non si può far partire da questi un piano regionale condiviso e dal basso, invece che le imposizioni di giunta che si sono viste? Agostinelli lascia la parola a Frassoni su questi quesiti, cui elettori purtroppo pressoché ignari della portata dei temi sono chiamati a rispondere.
Monica Frassoni si professa ottimista sull’esito del decisivo confronto con il centrodestra in regione, ma osserva con preoccupazione come temi quali il cambiamento del clima siano negli ultimi anni quasi usciti dall’agenda politica, tra l’incredulità degli ostinati, la rassegnazione degli altri e le divisioni della politica internazionale. Quanto alla sinistra italiana, è in crisi di credibilità… di fronte alle varie accuse che le piovono da settori ancor meno credibili della politica nazionale. Tipo quella, comune e dura a morire, di ‘conservatorismo’. “Serve un messaggio positivo, diretto ad un cambiamento per vivere meglio su questo pianeta”: il tempo dei soli allarmi è alle spalle. “Rispetto a dieci o quindici anni fa abbiamo più strumenti, tecnologici e non solo, per fare fronte alla crisi del sistema urbano. Ora, per la prima volta da trent’anni, abbiamo avuto per opera del governo Monti una strategia energetica nazionale, il problema è che contiene tutto e il contrario di tutto”. Invece, argomenta Frassoni, è proprio il momento di fare scelte chiare e individuare priorità d’intervento: prima di tutto nell’allocazione di fondi. “Si vedono altissimi obiettivi, ancora più stringenti di quelli europei, sui fronti più innovativi, ma per ora soldi scadenze ci sono solo sul fronte dei combustibili fossili, gas, petrolio e carbone. Noi vogliamo cambiare ‘quella cosa lì’” dichiara Frassoni, “cambiare strategia e priorità, porre fine alla confusione, riequilibrare le risorse, fin qui assegnate soprattutto alle grandi infrastrutture, autostrade inutili in testa, che nell’ultimo decreto sulla crescita hanno ricevuto enormi ‘regali’ sotto forma di finanziamenti pubblici e crediti d’imposta. Fra le infrastrutture giganti e il risanamento del territorio la scelta è chiarissima”. Vanno poi identificati i settori economici da sostenere e incentivare. Con la crisi, a ‘tirare’ sono rimasti in pochi: fra questi l’informatica e la green economy. “Per la riconversione ecologica vanno superati anche limiti mentali”, di vecchia impostazione, osserva la candidata al Senato, “ci accusano di volere un’Italia non più potenza industriale, ma oggi ci sono tanti settori che pur non essendo industria pesante meritano, e sono invece marginalizzati. Da ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio mi rivelò che aveva convinto Prodi a puntare sul solare solo facendogli presente che gli impianti potevano anche essere di grandi dimensioni”, episodio ormai datato ma sintomo di una mentalità tuttora ancorata al controllo di sistemi energetici centralizzati, invece che alla generazione distribuita auspicata da più parti.
In tutto questo, c’è la crisi gravissima dell’idea di Europa. Frassoni, seguace convinta delle idee euro-federaliste di Altiero Spinelli fin da ragazza, non può che dolersene. “Da anni è in regressione l’idea dell’integrazione europea; i peggiori, inglesi in testa, stanno prevalendo. Si guardi solo la recente discussione sul bilancio a Bruxelles: proprio quando, con gli Stati ingessati, serviva una politica anticiclica ed espansiva almeno a livello europeo, per la prima volta si è andati a tagliare, colpendo per giunta proprio i settori legati all’innovazione. L’Europarlamento ha il potere di rifiutare questo bilancio, è molto labile la possibilità che lo faccia ma qualcosa si sta muovendo”.
A chiude l’incontro anche un auspicio della candidata bustocca di Sel al consiglio regionale, Mariella Bottini: “Si parla solo di tagli al fisco e di fidi dalle banche che non arrivano, si pensa alla crisi come qualcosa cui resistere per poi ripartire come prima, ma non accadrà. La nostra industria manifatturiera era innovativa e competitiva nel mondo cent’anni fa, ma oggi bisogna puntare sulla qualità del prodotto. Qui, proprio qui nel Varesotto, abbiamo eccellenze nelle produzioni ‘verdi’ e nella ricerca più avanzata che potrebbero creare novo sviluppo. In un paese che forma ragazzi formidabili e poi li lascia fuggire a lavorare in mezzo mondo, meno che qui, non è il momento di pensare anche alla cultura come a un volano, anche per l’industria, e di cambiare la nostra prospettiva di futuro? Non possiamo barattare la distruzione del nostro territorio con il tirare avanti un altro anno”.
http://selbustoarsizio.it/ambiente-energia-territorio-i-grandi-assenti-della-campagna-elettorale-secondo-frassoni-e-agostinelli/

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