Passa ai contenuti principali

Il rapporto 2013 sull'ambiente nel Belpaese.


Ieri a Roma è stato presentato il rapporto OCSE*:Italia 2013, dedicato alle performance ambientali nel nostro paese.
Del  quadro generale riassunto nei vari articoli letti mi colpisce la buona notizia come secondo il rapporto, l'Italia sia uno dei leader mondiali ed europei nel settore delle energie rinnovabili in termini di investimenti, fatturato e occupazione(viene anche specificato che parte dei risultati ottenuti lo sia anche grazie agli incentivi che tuttavia, hanno avuto costi finanziari elevati).
Vi sono altre buone notizie, la totalità degli articoli dedicati al documento evidenzia nel Belpaese una riduzione  delle emissioni di inquinanti atmosferici, progressi nella gestione dei rifiuti e nella tutela della biodiversità, ed un miglioramento della qualità delle acque superficiali. 
Ma non si tratta di sole note liete, una spiegazione dell'allentamento dell'impatto umano sull'ambiente viene spiegato in quanto la collocazione di tale riduzione si pone in un periodo in cui una crescita economica relativamente lenta prima, e la recessione provocata dalla crisi economica mondiale del 2008-2009 poi, hanno concorso appunto a moderare le pressioni dell'economia sull'ambiente.
Scontato il quadro generale delle magagne, che sotto forma di elenco descrive situazioni note ai più.
A partire dall'inquinamento.Sono italiane più di metà delle 30 città europee con la peggiore qualità dell'aria.
Altro punto dolente riguarda i rifiuti, a differenza di molti altri Paesi dell'Ocse, la quantità dei rifiuti urbani prodotti è cresciuta più rapidamente del Pil. Le infrastrutture idriche stanno diventando obsolete e numerose falde acquifere sono inquinate o sovrautilizzate. Inoltre, circa 15.000 discariche, molte delle quali illegali, sono all'origine di fenomeni di contaminazione del suolo
Molto evidenti le disparità tra il nord e il sud del paese(a detrimento di quest'ultimo) nel raggiungimento di obiettivi di qualità ambientale.
Le cifre sono interessanti, nel rapporto di cui io fornisco il link alla versione sintetica di esso (nel sito del Ministero dell'Ambiente)si trova molto, dal numero di siti contaminati ufficialmente censiti in Italia che sono circa 5.000,nei quali si contano 57 siti contaminati di interesse nazionale e che coprono circa il 3% del territorio italiano, all'entità degli investimenti nell’energia rinnovabile valutati, secondo le stime, a 21 miliardi di euro nel 2011, con un aumento del 43% rispetto all’anno precedente.
Le cifre sono nero su bianco.
Il problema di fondo rimane legato all'aspetto politico, l' Italia negli ultimi anni(meglio sarebbe dire decenni) non ha vissuto come prioritario l'approccio all'ambiente ma anche per questo non si tratta di una novità.Comunque vale la pena dare un'occhiata alla sintesi del rapporto i collegamenti (che rappresentano le fonti sulle quali mi sono documentato)sono i seguenti.




*L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) o Organisation for Economic Co-operation and Development - OECD e Organisation de coopération et de développement économiques - OCDE in sede internazionale è organizzazione di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un'ecomia di mercato. L'organizzazione svolge prevalentemente un ruolo di assemblea consultiva che consente un'occasione di confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi comuni, l'identificazione di pratiche commerciali ed il coordinamento delle politiche locali ed internazionali dei paesi membri-fonte Wikipedia



Commenti

Post popolari in questo blog

Insieme per Legnano. Quando la faccia è come il…bronzo.

“Hai la faccia come il…” è una locuzione che normalmente alberga ai bassi livelli nelle conversazioni, recentemente tornata alle cronache dopo essere stata usata come parte del “lessico politico” in una recente assemblea del PD, chiaramente in quella sede censurata.

Un territorio sotto assedio: oggi si decide su ACCAM.

A dispetto del cauto ottimismo che si poteva auspicare alcuni mesi or sono, le novità riguardanti ACCAM e la discarica nel Parco del Roccolo portano nubi nere sul futuro del territorio e sono argomento di cronaca quotidiana.

Ancora polemiche sul Parco ex-Ila (e dintorni).

Ci sono persone che hanno la verità in tasca, certezze cristalline e la convinzione di essere nel giusto.Beate loro.