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Parchi Italiani: una "cosa giusta"...



Ieri tornando da Fieramilanocity, reduce da "Fa la cosa giusta", l'arcinota(o almeno spero) fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si tiene fino ad oggi nel capoluogo, la mia attenzione si è soffermata sulla notizia che riguarda i Parchi italiani, definì come lo "scrigno" contenente la ricchezza verde del nostro paese.
Sarà che dopo un pomeriggio passato tra gli stand della fiera milanese zeppi di buone sollecitazioni di tutti i generi, da quelle alimentari per intenditori e golosi, alle più impegnative legate ai progetti solidali, ci si riconcilia con la vita di tutti i giorni decisamente meno rilassante, a volte ben poco sostenibile.
Quindi,con animo ben disposto, mi sono concesso la lettura della notizia stampata da una manciata di ore (datata 15marzo)sul primo censimento della ricchezza della natura in Italia.

Fa la cosa giusta (ingresso)
Il tutto è racchiuso nello studio che il ministero dell'Ambiente ha dedicato ai parchi, presentato dal ministro dell’Ambiente uscente (speriamo,viste le prospettive che riguardano la creazione di un nuovo Governo) Corrado Clini,progetto all'interno del quale per la prima volta e per contribuire alla Strategia nazionale della biodiversita, vengono dati i numeri sulla contabilità ambientale.
Tali numeri sono positivi, dal sito del ministero dell'Ambiente (qui il link) si evince come il “sistema Parchi Nazionali”, sebbene ricopra soltanto il 4,8% del territorio, rappresenta significativamente la peculiare eterogeneità ambientale italiana,l’analisi della biodiversità condotta in termini di specie animali e vegetali, comunità, habitat ed ecosistemi da conto dell’eccezionale capitale naturale presente.
Dallo stesso link è possibile scaricare sia il documento sui Parchi nazionali:dal capitale naturale alla contabilità ambientale, sia la cartella stampa, e definire dettagliatamente le cifre che nel concreto presentano i 23 parchi nazionali italiani dove trovano rifugio 56.000 specie di animali, definito come il numero piu' alto in Europa, per il 98% insetti e invertebrati. In questa porzione(limitata come già sottolineato) di territorio vive il 21% della flora e il 67% della fauna tutelata in Italia.
Il rapporto, che leggerò in maniera approfondita con il dovuto tempo, consta di 55 pagine, porta stampigliato nel frontespizio il logo della decade della Biodiversità delle Nazioni Unite, i dieci anni (a partire dal 2010 che stanno passando a mio modo di vedere sotto silenzio,almeno per l'opinione pubblica nel Belpaese), che l'ONU utilizza per promuovere la visione globale di vivere in armonia con la natura, obiettivo del Piano Strategico per la Biodiversità.
Per tornare e chiudere l'argomento del post vale la pena riferire come dal ministro provenga la sottolineatura riportata via stampa  che ''viene applicata ai parchi italiani una metodologia per la tutela delle risorse nel calcolo del Pil: quello che si vuole in Europa e' misurare l'economia anche in base all'uso delle risorse naturali ed energetiche''; la cosiddetta ''contabilita' ambientale, che e' un pezzo del lavoro in corso in Europa ma anche all'Ocse, diventa un valore, l'economia degli ecosistemi''.

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