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Ikea? Una soluzione sostenibile…


Passano le settimane ed aumenta la concreta possibilità che nel territorio di Cerro Maggiore,tra Rescaldina e Legnano, trecentomila metri quadrati di territorio siano inghiottiti dal "progresso" che avanza.
Nelle pagine dei giornali molto si sta scrivendo sull'argomento, tanto che penso siano pochi ad ignorare che il gigante svedese "della brugola" IKEA ha puntato gli occhisui terreni adiacenti alla porzione di territorio legnanese
compresa tra via Barbara Melzi, l’Autolaghi e la Saronnese. Il progetto

attualmente è solamente in fase embrionale, ma dai vari Consigli comunali in
cui si è discusso di esso, arrivano notizie preoccupanti.La stampa a proposito della seduta Rescaldinese cita più dettagliatamente la cifra di 313mila metri quadrati insistenti sul territorio, dei quali la struttura ne occuperà 130mila con 74mila di vendita.Cifre non dissimili da quelle circolate precedentemente (per la cronaca,100 mila metri quadrati di parcheggi a raso. 100 mila metri quadrati per l'edificio vero e proprio di cui 40 mila per il magazzino e 60 mila per la vendita,con il restante terzo dell'insediamento riservato ad una non meglio definita area a verde).Tanto per intendersi a Legnano, in cui si svolse una mobilitazione nel corso degli anni(ad opera delle allora opposizioni, ora presenti in gran parte nel governo cittadino) contro l'insediamento IPER Montebello, l'area interessata era di "soli"20000 metri quadrati più 15000 per annessi.
Tra chi è contrario all'arrivo della multinazionale svedese e chi ne sostiene la calata, in primo luogo i beneficiari delle ricadute economiche ovvero i comuni di Cerro e Rescaldina è cominciata una lotta serrata di deduzioni e contro deduzioni su occupazione, inquinamento e impatto viabilistico.
Ha minore eco (e personalmente me ne dolgo)rispetto a quelle citate la criticità rappresentata scomparsa di una delle poche aree cuscinetto(purtroppo destinata comunque a produttivo dalla precedente amministrazione Cerrese) che di fatto interrompe la soluzione di continuità del cemento in questa parte dell'Altomilanese.
Ne prendo atto e non approfondisco in questa sede.
Tuttavia mentre molto del dibattito mi sembra assorbito da come si possa evitare il collasso del sistema viabilistico, o come sfruttare l'occasione per costruire nuove e discutibili strade,mi piace segnalare quanto riporta la stampa on-line (Ecoblog, raggiungibile da questo link) a proposito di un nuovo insediamento Ikea, che sorgerà a breve. Ma a distanza da quello Cerrese, in un altra nazione.
In Francia a Nizza la multinazionale svedese costruirà un suo punto vendita su 100 mila mq così divisi: 45% per alloggi, 15% uffici, con il restante 40% riservato al vero e proprio negozio Ikea.
La particolarità di esso è data dal fatto che Ikea sorgerà all’interno dell’eco quartiere completamente sostenibile nella Eco Vallèe, dalle mappe di Google risultatomi tra Cagnes-sur-Mer e la città natale di Giuseppe Garibaldi.
Il che secondo l'articolo, imporrà ad Ikea nel rispetto del piano regolatore che prevede edifici costruiti secondo la bioedilizia e l’autosufficienza energetica, interessanti varianti anche nella classica strutturazione dei punti vendita che vedranno ridotto il "brand" blu e giallo a favore di un concept che Nizza diventerà trasparente e in legno, con il tetto ricoperto di vegetazione e il parcheggio sotterraneo( questa in parte non è una novità per i milanesi, ma ricordo per esperienza personale che Ikea di Amburgo nel 1999 possedeva un immenso parcheggio esterno).
Sempre dalla stessa fonte, a sua volta citante tra gli altri Libération e Nice Premium, il negozio avrà concezione sostenibile, verrà alimentato da un  mix di fotovoltaico e geotermico che lo renderà autosufficiente con soluzioni per il risparmio energetico sfruttanti illuminazione a LED e architettura volta alla ricerca di quanta più luce naturale possibile.
Per quanto riguarda l'occupazione mi sembra di capire che sia per ovviare all'impatto sull'economia locale la costruzione degli alloggi e uffici sopra citata sia stata resa necessaria (evidentemente imposta?)come investimento in cambio dell’approvazione all’apertura del negozi.
Sullo stesso argomento vale la pena di confrontare come le cifre dell'occupazione differiscono parecchio tra l'esempio Cerrese e quello transalpino.A dire il vero qui da noi anche tra fonte e fonte, nella stampa a proposito del CC di Rescaldina si parla di 1600-1800 addetti nella struttura e circa 400 nell'indotto. Altre fonti riprese dai giornali parlano di una cifra ridotta della metà (mille soli posti)compresa la quota dell'indotto.
La previsione dell'insediamento francese porta a soli trecentocinquanta gli addetti interessati dall'assunzione.Anche queste cifre andranno verificate. 
Per tornare al bandolo della matassa resta interessante confrontare nel caso della effettiva realizzazione di Ikea quanto si ottiene in un luogo e quanto si otterrà nell'altro…chi ci guadagnerà maggiormente? 

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