Acqua Pubblica: in Italia un passo avanti, ma in Europa il "Belpaese" non si mobilita…


Due anni dopo i 4 Referendum tra i quali vi era quello sull'acqua pubblica arrivano delle notizie importanti: si è formato su invito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua l'intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune.

Hanno aderito tutti i parlamentari di Movimento 5 Stelle e Sel, una sparuta pattuglia del PD ed evidentemente un unico "pesce fuor d'acqua" (non c'entra molto, ma visto l'argomento non ho potuto trattenermi) di Scelta Civica.

Vale la pena riportare testualmente tratto dal sito del Forum,l'estratto del comunicato stampa che descrive le finalità del neocostituito intergruppo:
"(…)avviare un percorso legislativo per la ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dall'aggiornamento e la riproposizione della Legge di Iniziativa Popolare presentata nel 2007 dal Forum. (…) contrastare la tariffa truffa elaborata dall'Aeeg in completo contrasto con i risultati referendari (…) tutelare il diritto all'acqua dei cittadini contrastando la pratica degli stacchi all'erogazione".

Nel giorno di questo passo politico che fa ben sperare, a parte le iniziative che festeggiano l'anniversario della vittoria alle urne e che per informazione si possono trovare più esaustivamente nel segnalato link soprastante, mi permetto di ricordare a chi leggesse questo post che è in atto da tempo una campagna europea di analoga importanza.

Ho già scritto di questa iniziativa popolare europea dall'acronimo ICE, volta a chiedere alle istituzioni dell'Unione Europea ed agli stati membri che siano tenuti ad assicurare a tutti i cittadini il diritto all'acqua,raccolta firme che naturalmente costituisce un primo passo per porre la questione all’ordine del giorno della politica europea e far avanzare la coscienza di quanto proposto.
Non ci si faccia illusioni però,non si tratta di un "apritisesamo"; infatti come nel caso dei referendum italiani sull'acqua, bisogna che dopo la fase di mobilitazione segua lo step successivo riguardante l'indispensabile necessita della volontà politica di mettere in pratica ciò che i cittadini richiedono.
Per non ripetere pari pari i post dello scorso febbraio e marzo 2013 segnalo il link ad essi, la firma personale porta avanti il percorso che si conclude tra settembre ed ottobre con obiettivo portare 2.000.000 di adesioni di cittadini europei alla UE.
In Italia l'impressione del sottoscritto riguarda il fatto che qualcosa si è mosso da febbraio, il dato di quel periodo era preoccupante, molto basso, visto che per ottenere la validità dell'ICE occorrono non soltanto il numero richiesto di dichiarazioni di sostegno personali(un milione totali) ma anche l'analogo computo minimo di richieste per almeno 7 Stati membri.
Il dato a mio giudizio è aumentato parecchio nel tempo ma rimane nello stivale tuttora sotto la quota prevista di adesioni per paese.

Secondo i dati diffusi all'interno del sito right2water nel nostro paese siamo (al 4 giugno 2013) arrivati a 46617 firme su 54750, che costituiscono la soglia da superare per il nostro paese, con una preponderanza di firme on-line come la mia scelta per questa adesione, che rappresentano il doppio di quelle raccolte in forma "cartacea" segnale che denota a mio giudizio una mobilitazione ridotta sul campo.
Possiamo migliorarci di sicuro…

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