In tutta Europa la raccolta di firme per fermare la vivisezione


Dal sito nazionale di SEL, riporto in forma integrale l'appello in esso contenuto.E’ partita in tutta Europa la raccolta di firme per fermare la pratica della vivisezione.Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico;
infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità.
Gli ultimi dati ufficiali disponibili pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.53 del 05/03/2009 dicono che nel triennio 2007/08/09 sono stati usati in Italia, per esperimenti scientifici 2.602.773 animali. Vengono usati animali di tutte le specie, la “parte del leone” la fanno i topi, ma nell’elenco troviamo anche quaglie, caprini e furetti. E’ ora di dire basta con questo sterminio!
Il 30/07/2013 il Fatto Quotidiano ha messo a confronto due scienziati che la pensano in modo opposto in una sorta di intervista doppia sul tema della sperimentazione su animali o (vivisezione). Silvio Garattini [direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri] per il quale la ricerca sugli animali è una necessità pur sostenendo che: “sappiamo benissimo che i modelli animali sono delle approssimazioni rispetto all’uomo e che in alcuni casi la risposta del principio attivo è diversa…”, e il tossicologo Claude Reiss che invece afferma come: “l’unico modello dobbiamo essere noi … qualunque specie non rappresenta un modello affidabile per le altre” quindi la ricerca per la cura degli esseri umani va fatta sugli esseri umani, così come la ricerca per la cura degli animali va fatta sugli animali.
Garattini sostiene ancora: “l’utilizzo degli animali nella sperimentazione biomedica, allo stato attuale delle conoscenze e delle tecnologie disponibili, resta una necessità e non un’opzione. Lo impongono le regole internazionali per l’introduzione di nuovi farmaci in commercio…”. Mentre Reiss conclude la sua intervista ribadendo il concetto di “essere noi stessi il modello, perché l’informazione genetica di ogni specie, depositata nei suoi cromosomi, è strettamente specie-specifica e non può essere complementare a quella di nessun’altra”.
Il prof. Reiss recentemente si è fatto promotore, con altri esponenti  tra cui Jeremy Rifkin di un appello STOP VIVISECTION da sottoscrivere e al quale chiediamo di aderire, che trova la sue ragioni profonde nell’Art.13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea dove si stabilisce che: “L’unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. Un riconoscimento ufficiale che comporta l’obbligo morale a rispettare i diritti fondamentali degli animali che devono essere riconosciuti e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Quindi da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa [i corsivi sono nel documento originale]. Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione europea del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello di parte del mondo scientifico che afferma, con Reiss, che il modello animale, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico.
L’appello si afferma ancora come la pratica della sperimentazione animale rappresenta:
1.    un pericolo per la salute umane e per l’ambiente
2.    un freno allo sviluppo ei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del  nostro tempo
3.     un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili,esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo
Grazie all’iniziativa popolare, con un milione di firme i cittadini europei possono partecipare in prima persona all’attività legislativa dell’Unione Europea. STOP VIVISECTION dà la possibilità ai cittadini di esprimere il proprio NO alla sperimentazione animale e di richiedere con forza all’Unione Europea un percorso scientificamente avanzato, a tutela degli esseri umani e dei diritti degli animali.
Sollecitiamo la Commissione europea ad abrogare la direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e a presentare una nuova proposta che abolisca l’uso della sperimentazione su animali, rendendo nel contempo obbligatorio, per la ricerca biomedica e tossicologica, l’uso di dati specifici per la specie umana.

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