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Rescalda, 10 novembre.

Ennesima "Passeggiata Antifascista" stamane a Rescaldina, dove una volta in più le bandiere dell'organizzazione di estrema destra hanno incrociato il popolo eterogeneo di militanti senza gazebo né vessilli accomunati dal collante dell'antifascismo.

Mi improvviso cronista della mattinata alla quale ho partecipato solo per breve tempo, rischiando che le mie impressioni diano un quadro parziale della situazione,il mio mestiere non è quello del giornalista come ripeto ai lettori del blog, per resoconti di stampo differente conviene fare riferimento a media ufficiali.

Delle certezze sono innegabili;


ad iniziare dalla partecipazione,numerosa, legata in parte all'ANPI locale, alla Rete Antifascista (NordOvest e zona Saronno)e ad adesioni individuali che hanno fatto sì che di fronte al gazebo del pugno(cinque-sei)di forzanovisti si mobilitasse uno schieramento almeno dieci volte superiore.
Il luogo della tenzone si è svolto a Rescalda, dopo alcune incertezze legate alla location scelta dai neofascisti e offerta dalla istituzioni(al momento in cui scrivo non sono a conoscenza dell'origine dell'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico, se proveniente dall'amministrazione da altri, Prefetto etc), infatti in origine nel comunicato con cui ANPI di Rescaldina stigmatizzava l'evento,veniva indicata come luogo del presidio la Piazza del Comune di Rescaldina.
Vale la pena segnalare (ed ha sollevato curiosità)che sotto al gazebo FN campeggiava, insieme agli striscioni abituali, anche la dicitura di quello che potrebbe essere( il condizionale è d'obbligo) un candidato alle elezioni comunali locali della prossima tornata 2014.

Tornando alla "cronaca" della mattinata ad alimentare l'incertezza di cui sopra ha contribuito il moltiplicarsi di richieste con cui FN cerca di coprire il territorio, in questo fine settimana nel giro di pochi chilometri erano segnalati gazebo forzanovisti a Cislago, Gallarate e Rescaldina.
Evidentemente per FN la coperta è corta perché un banchetto (Cislago), non ha avuto luogo, quale che sia la ragione, mentre la risposta antifascista non si è fatta attendere.A Gallarate ieri 9 novembre, l'accoglienza c'è stata e fonti di partecipanti me l'hanno descritta come calorosa, mentre da Cislago la contromanifestazione "bucata"ha alimentato l'odierno presidio.

A volere forzatamente osservare il bicchiere "mezzo vuoto" posso inserire un dato soggettivo,ovvero che il fronte antifascista malgrado il comune collante di base abbia una forte differenziazione  in alcune posizioni, il che è intuibile.
Anche in questo caso "scopro l'acqua calda ", ma in alcuni commenti percepiti tra i capannelli rilevo un dibattito sull'opportunità o meno di un'approccio che pur garantendo il successo nell'iniziativa di contrasto, evidenzia per contrappasso il motivo per cui si è creata (ovvero si teme che un grande mobilitazione "esalti"la presenza di FN,che comunque fisicamente rimane visibile).
Naturalmente si tratta di un dibattito aperto e che può essere ampliato ed affrontato nelle opportune sedi, dove già non è presente. 


Il bicchiere mezzo pieno, a mio modo di vedere è costituito da un rapporto (tra associazioni, partiti e soggetti che per brevità definisco "indipendenti")che comunque si sta costruendo, e che nel caso di Rescalda, in zona, costituisce uno dei primi esempi di collaborazione.Per passare dalla collaborazione ad uno step successivo magari verso una maggiore, interazione la strada è da proseguire in alcuni casi tutta da inventare.

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