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Skyline meneghina




A Milano i nuovi grattacieli crescono come funghi.
Mi rendo conto che sarà una constatazione banale, soprattutto per chi a Milano ci va quotidianamente per lavoro o per qualunque altra occupazione che porti spesso il suo cammino nel capoluogo, soprattuto nell'area della stazione Garibaldi.



Per chi come me, rimane quasi sempre confinato per scelte e sovente per pigrizia nella provincia che a volte risulta caotica tanto quanto il capoluogo ma è decisamente meno soggetta a trasformazioni del genere, arrivare nell’area Garibaldi-Porta Nuova dove sta sorgendo il progetto di "riqualificazione urbana ed architettonica" di quell'area,mi lascia sempre perplesso.

Mi è capitato ultimamente di passare più volte a distanza di poche settimane (in un'occasione addirittura in bicicletta) nei dintorni della sede di Unicredit, in piazza Gae Aulenti, dove all’ombra dell'edificio più alto della Milano proiettata verso l'Expo(primato per ora, anche nel bel paese), tra passerelle che attraversano distese d'acqua, su cui si affacciano i riflessi di vetro delle torri, oltre a scattare qualche foto, mi sono domandato quale sia il reale beneficio per la città in questo cambiamento.

Lo skyline meneghino si modifica in altezza, certamente, ma non tutto quello che si erge oltre i tetti della vecchia città è occupato, ci sono una grande quantità di edifici vuoti, soprattutto ad uso terziario(qui il link) 

Non solo, pur in un momento di flessione, il mercato rimane con prezzi  accessibili a pochi e a quanto sembra (in questo articolo) stentano a trovare posto nel futuro della città progetti di residenza sociale, forse i più necessari,mentre i prezzi delle abitazioni nelle nuove costruzioni che sorgono nell'area di Porta Nuova sembrerebbero (sic!)allineati verso l'alto.




Senza parlare poi delle trasformazioni nei quartieri, complesse da analizzare, soprattutto per uno che quell'area di Milano non la conosce per niente, salvo per la notorietà che ebbero a suo tempo le vicende -mobilitazione annessa- legate al destino del Bosco di Gioia, abbattuto per fare posto al Formigoniano Palazzo Lombardia.

Le foto sono ridotte per "pesare" il meno possibile, e sono visibili anche su Flickr

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