Ovaiole nel Roccolo: il punto per Radici nel Cielo.

Polli in batteria:una battaglia che rimane aperta sul Parco del Roccolo.

Ha avuto risonanza nella stampa locale in questo dicembre, l'ipotesi che si mettesse definitivamente la parola fine al progetto per la realizzazione del mega allevamento di ovaiole al confine tra i comuni di Busto Garolfo e Canegrate.
Mi permetto una sintesi per inquadrare il problema,anche per chi ne fosse a digiuno.



Nonostante i risultati ottenuti dalla mobilitazione popolare che avversa la creazione di un progetto devastante per il Parco del Roccolo e la qualità della vita di quest'area dell'Altomilanese, presa di coscienza collettiva iniziata nel 2010/11 con cui si crearono le premesse per i successivi passi, il coinvolgimento di alcune amministrazioni comunali, fino ai pareri negativi espressi dalle istituzioni,in primis la Provincia di Milano in merito al progetto e in un secondo tempo dalla Regione Lombardia sulla non compatibilità ambientale, il tutto è rimasto ad oggi in alto mare.

La tenzone combattuta a livello burocratico nel prosieguo del 2013, ha visto la società Bruzzese, presentare le proprie osservazioni e controdeduzioni, logica risposta per chi ha interesse economico in quell'area.
Viceversa, per chi aveva sperato nella cancellazione del progetto, una doccia fredda, su cui avevo già commentato(in questo: LINK).
Si è tornato a parlare del megaimpianto industriale(perché di questo si tratta) in occasione delle notizie circolate tra settembre e ottobre su un possibile via libera regionale alla realizzazione dell’opera, in quest'occasione nelle fonti stampa locali al fatto veniva associato anche il coinvolgimento dell'ospedale di Legnano, in quanto 10 tonnellate di rifiuto organico prodotto da oltre 300 mila galline disposte in gabbie su sei livelli a poca distanza da esso(in linea d'aria direi non più di cinque chilometri)non sono considerate da trascurasi anche per i vertici del nosocomio legnanese(fonte: Il Giorno).
Ultimo nella stampa in ordine temporale, l'annuncio che destava speranza sulla voce, rimasta  tale, che la proprietà stesse valutando l'ipotesi di desistere dal costruire l’impianto, almeno in quell'area(fonte: Il Giorno).
E' di attualità invece la diffusione (fonte: Paese Vivo) del Comitato di difesa ambientale Radici nel Cielo di un comunicato con cui sostanzialmente la ventilata rinuncia rimane esclusivamente un'illazione sulla quale non fare conto, anche per valutazioni di carattere politico.
Nel comunicato sono esposte le motivazioni per cui Radici nel Cielo in assenza del ritiro definitivo del progetto dalla procedura di V.I.A. ritiene priva di sostanza quanto riportato dalla stampa.

Ovvero, per quanto poco elegante ma molto calzante, siamo ancora nel guano.

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