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Liberi gli Arctic 30,ora si liberi l'Artico!

Il 2013 si è chiuso con l'uscita dalle cronache della vicenda degli Arctic 30.
Ma, fortunatamente,di quanto avviene sul versante della tutela dell'ambiente al Polo Nord continueremo a leggere e seguire gli sviluppi.

Ufficialmente in occasione del Ventesimo anniversario della Costituzione il Parlamento russo ha approvato un provvedimento di amnistia generale, nel quale sono rientrati diversi soggetti,tra i più noti anche per la rilevanza mediatica dei casi in oggetto sono le militanti di Pussy Riot.

Tra i beneficiari di esso, anche gli attivisti di Greenpeace,arrestati  quattro mesi or sono per la nota protesta contro il pozzo petrolifero di Gazprom nel Circolo Polare Artico, fatto che ha permesso il ritorno alle proprie case.
Il decreto di amnistia approvato non comprende a quanto pare il rompighiaccio della Ong ambientalista, da quanto leggo ancora sotto sequestro delle autorità russe, malgrado il parere contrario del Tribunale internazionale del mare.

Penso che tale amnistia cada fin troppo a proposito, e persone molto più ferrate e competenti del sottoscritto hanno già collegato il provvedimento come uno tra gli interventi di maquillage mediatico in vista dell'evento in terra di Russia, rappresentato dalle Olimpiadi invernali di Sochi, che si svolgono tra due mesi.

Tuttavia,se cala il sipario mediatico sulla battaglia legale e diplomatica, svoltasi in questi ultimi mesi per ottenere la scarcerazione dei propri attivisti, non termina l'impegno di Greenpeace nello scenario Artico.

Il 2014 sorge con la promessa dell'associazione ambientalista sul rinnovato sforzo per creare un santuario nell'Artico, impegno che non non si fermerà fino a quando questo ecosistema così fragile, e così importante per il clima terrestre, non sarà protetto.


Aderire alla campagna è semplice, come pure trovare informazioni sulla vicenda. Si trova tutto nel sito di Greenpeace Italia.

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