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NOELcon: occhi puntati su falda e acque...

Continua l'avventura di Assemblea Popolare NoElcon.Una volta scongiurato nell'area ex-Montedison di Castellanza l’avviamento dell’impianto di trattamento di rifiuti chimici industriali e farmaceutici, si volta pagina per proseguire lungo la strada imboccata con successo per la salvaguardia del territorio.

Ieri sera a Legnano, nel quartiere periferico di Mazzafame, Assemblea NoElcon(d'ora in poi APNE) ha portato in una sala affollata che ha decisamente reso soddisfatti gli organizzatori,le novità riguardanti l'eredità che grava sulla nostra zona causa la perdurante presenza del ex-polo chimico nel comune confinante.


Infatti malgrado la bocciatura (nello scorso settembre)del progetto Elcon,una tra le più significative vittorie avvenute in questi ultimi anni per la tutela della salute e per la salvaguardia di questo territorio, rimangono molte ombre ad intaccarne i risultati.
Osservate speciali della serata la falda e le acque di superficie, con occhio di riguardo per il fiume su cui grava l'impatto ambientale maggiore, l'Olona.

Questo post è come sempre frutto di impressioni personali, e soprattutto di una scelta altrettanto chiara di non sostituirmi a resoconti giornalistici,infatti spero che le cronache nei prossimi giorni trattino dell'argomento,perché merita diffusione.
Nel caso (e purtroppo) così non fosse, le righe che seguono sono una sintesi di quanto mi ha colpito senza la pretesa di dare carattere esaustivo nella mia esposizione.

Da spettatore ho apprezzato una volta di più il pragmatismo costituito da cifre e fatti che APNE ha portato di fronte alla platea radunatasi a Mazzafame.
Sono state necessarie due ore di interventi supportati da "slides"per dipingere compiutamente (ma senza scendere troppo nei dettagli)un quadro che sul versante ambientale rimane preoccupante.
Per esempio, solo sulla falda acquifera, che scorre dall'area "chimica"verso sud in direzione Legnano viene posto l'accento su una serie di criticità delle quali è bene la popolazione sia informata.
Beninteso, durante la serata non sono emerse voci allarmiste, o tendenti a creare delle paure infondate, semmai aleggiava nelle esposizioni succedutesi davanti al proiettore un sentimento molto forte che ho percepito(magari mi sbaglio) più che altro come "sdegno".
Indignazione e sdegno verso atteggiamenti che in molte amministrazioni locali (e sovracomunali) sono stati rilevati come "reticenti", per altri versi non del tutto coerenti alla realtà (e uso questi termini per definirli senza tema di ripercussioni).

Se volessi addentrarmi nello specifico, avrei necessità della competenza dimostrata dai relatori che hanno preso la parola nell'edificio di via dei Salici.
Una preparazione che si è materializzata nel commentare la profondità del prelievo di acqua nei pozzi della zona (ad esempio quelli di via Pace), e mentre ne si dava ragione, si abbinava ad essa la spiegazione sulla composizione del terreno argilloso(che funge da ostacolo a molti agenti inquinanti) che da Busto Arsizio a Legnano cambia, penalizzando il territorio del nostro comune.

Oppure, saltando di palo in frasca, viene affrontato perché il depuratore di Olgiate sia caricato da un volume di acque eccessivo non solo derivanti da scarichi civili, che ne rende sensibilmente inferiore la resa.E gravando anche sul fiume Olona che subisce le conseguenze.
Altri depuratori del territorio sono stati presi in esame e la descrizione fatta dipinge un sistema sotto stress in cui molta parte dell'inquinamento delle acque superficiali è ascrivibile alla pratica avallata da regolamenti che permettono gli scarichi industriali in deroga.E questo è stato un punto su cui vi è una netta difformità sul modo di pensare degli aderenti di APNE e le dichiarazioni di alcuni amministratori locali.
Spero con questa esposizione a "spot" di avere invogliato il lettore di questo post a rivolgere le proprie attenzioni a quanto sta mettendo in cantiere APNE sia in rete (a questo link il blog ufficiale)sia negli incontri che affronterà in questa porzione dell'altomilanese nel prossimo futuro.
La parentesi di ieri è una tappa del cammino intrapreso con altri tre incontri tenutesi nelle settimane precedenti e a cui gli organizzatori intendono dare seguito con una certa assiduità.
Infatti tra gli obiettivi a cui mi sembra puntino gli aderenti di APNE con questi happening sul territorio è quello di approfondire la conoscenza del problema,mantenere vivo il livello di partecipazione e di mobilitazione per definire un futuro sostenibile iper l'area del Polo Chimico, senza però scordare (e mi ha fatto piacere sentirlo) le situazioni  le situazioni di disagio del territorio inteso come entità più allargata.


Che si chiamino terza Pista a Malpensa o Ikea a Cerro Maggiore penso siano parecchie le realtà sulle quali bisogna puntare i riflettori.Ben vengano anche le sinergie necessarie per affrontarle, ed è fondamentale raggiungere il maggior numero di persone per dare peso  alle richieste di un territorio che in molti (spero) vorremmo più vivibile.



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