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Ispra: la crisi non ha fermato il consumo di suolo.

Malgrado la crisi, il consumo di suolo non si arresta, anzi…
Ho letto la notizia che molte agenzie stanno diffondendo e che riguarda il primo rapporto sul consumo di suolo in Italia presentato oggi dall’Ispra.

Tra le testate che si occupano più approfonditamente ho scelto di segnalare l'articolo tratto da greenreport che conferma quanto noto a noi "pessimisti".
Rimandando l'approfondimento alla lettura del pezzo originale, mi limito a riportare che nel citato rapporto si evince come l’avanzata del cemento a discapito delle aree naturali e agricole non accenni a diminuire, tutt'altro.
Viene dato per perso irrimediabilmente il 7,3 percentuale del nostro territorio.E tra i dati che si trovano direttamente nelle tabelle Ispra si conferma che la nostra regione è leader insieme al Veneto in Italia per il consumo del territorio.
E' interessante leggersi tra i molti dati che emergono, quelli che evidenziano a riguardo dell'impermeabilizzazione del suolo i costi che ne derivano.
Confrontarsi con numeri che attribuiscono la spesa  di 6.500 euro per ogni ettaro di suolo consumato solo per la parte relativa al mantenimento e la pulizia di canali e fognature, dovrebbe porci molti interrogativi, e si tratta solo di banalità rispetto ai molto più elevati costi generali derivati da questo problema citati nell'articolo.
In questo Altomilanese tutt'ora sotto assedio tra progetti di megacentri commerciali e bonifiche insolute(vedi area ex-Montedison) le cifre possono aiutare chi vuole fermare lo scempio del nostro territorio.

L'immagine che chiude il post è un estratto dalla tabella diffusa da Ispra nella quale evidenzio la situazione del Nord-Ovest in cui l'area milanese colorata in rosso (che significa oltre il 15%)recita la parte del leone per Impermeabilizzazione del suolo a livello comunale (in %, anno 2009).

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