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Parco Castello vietato alle due ruote.

Parco Castello vietato alle biciclette? Nell'articolo del QN di ieri visionabile in rete(qui il link)  è riportata la disavventura di un ciclista cui i carabinieri avrebbero vietato l’ingresso al parco proprio perché a cavalcioni della sua due ruote.
Nel citato articolo si motiva tale diniego all'attraversamento in sella perché la presenza di velocipedi potrebbe causare problemi a chi passeggia nell’area, e questo anche in assenza di situazioni particolari quali sovraffollamento o condizioni a rischio nella viabilità interna del parco.
Il "pezzo" prosegue, sviscerando a grandi linee le normative che confermerebbero tale divieto, una lettura di esso quindi vale decisamente la pena.
Se dopo avere approfondito la questione in cronaca vi trovaste indignati o vi cascassero le braccia per un divieto che sembra assurdo in una città che si vorrebbe (almeno nelle intenzioni del governo cittadino; vedi PGTU, l'apertura alla Mobility Week) orientare verso un maggiore utilizzo della mobilità ciclabile, avreste anche ragione.Ma noi siamo ottimisti e non ci facciamo abbattere.
Dando per scontata l'osservanza del dettame di una legge da parte dei tutori dell'ordine non si capisce quale danno possa arrecare l'attraversamento da parte di un ciclista di un'area verde.
Certo, i problemi vi saranno sempre ma sono casi isolati, purtroppo sono quelli che più facilmente si prestano alla polemica; a chi non è capitato di trovare (sia in strada, sia fuori di essa)comportamenti a rischio anche tra i ciclisti?
Oggi al Parco Castello vi era una marea di gente, comprensibile vista la giornata soleggiata, eppure la convivenza tra bici (molte giocoforza condotte "a mano") pedoni e animali (al guinzaglio e no) è praticata come sempre, e nel breve periodo in cui ho visitato il parco, non ho visto agenti in divisa bloccare ciclisti.
A mio modo di vedere la questione fondamentale sta tutta sta nel rispetto dell'uno verso l'altro, un conto è sfrecciare come un sprinteur tra le gambe dei passanti, schivare passeggini e scartare carrozzelle, diverso è muoversi con la bici alla velocità che la folla consente se necessario fermandosi, valutando anche il caso di cambiare itinerario ed evitare la calca il che si traduce chiaramente nell'uscire dal parco.
Una questione di ragionevolezza che dovrebbe anche permettere di superare un regolamento di polizia locale eccessivamente fiscale e la scarsità di segnaletica appropriata.

Rimane il fatto che leggere certe notizie non mette di buon'umore soprattutto quando dalle nazioni confinanti si legge di misure altamente incentivanti(succede in Francia, leggi la notizia qui) per la mobilità ciclabile che comprendono anche l'ipotesi per i lavoratori che sceglieranno di andare al lavoro in bici, di essere pagati 0,25 centesimi a km, tutt'altro andazzo…

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