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Il progetto Ikea è arrivato, alcune certezze e ipotesi.


Nel bel mezzo della campagna elettorale che coinvolge il comune di Cerro attore principale sul sipario che vedrà nascere l'insediamento Ikea, e il confinante comune di Rescaldina che ne è co-protagonista arriva il progetto vero e proprio.
La cronaca non mi compete.Mi limito a sottolineare alcuni passaggi della vicenda, sopratutto legnanesi utilizzando alcuni richiami da questo stesso blog.
L'impatto di Ikea (e annessi insediamenti)sarà devastante per il territorio, sia per le volumetrie quanto per il traffico e l'inquinamento in ottica legnanese, infatti la città della giunta Centinaio data la posizione sopporterà gli oneri senza condividere onori.
Non ha pagato l'attendismo della giunta in parte volto a tappare il calderone cittadino nel quale cuocevano differenti posizioni, ed il cui ribollire si è palesato in contrasti interni(le posizioni contrarie di alcuni consiglieri di maggioranza sono note) ed esterni, vedi il Consiglio comunale di qualche settimana che ha visto la maggioranza in fibrillazione in risposta ad una sollecitazione sul tema della Sinistra cittadina.

Oggi le prime reazioni a caldo dipingono l'imbarazzo dell'amministrazione cittadina, tagliata fuori dall'accordo di programma, senza avere palesato alla città i propri intendimenti in questi mesi.
La mossa di Ikea a meno di un mese dal voto potrebbe rappresentare il carico della briscola che viene giocato per forzare il gioco.
A mio giudizio, ma è solo un ipotesi, la mossa della multinazionale del mobile potrebbe servire ad aprire un dibattito nelle locali campagne elettorali su presunti benefici che l'arrivo di Ikea apporterebbe. 
Infatti la mitigazione dell'impatto ambientale che molti accertano come indiscutibile secondo alcuni (opinioni dal sottoscritto percepite in alcuni banchetti informativi e con riferimento a interviste nella stampa )verrebbe compensata dal presunto guadagno in termini occupazionali.
E' inutile ribadire che,carte alla mano, al momento l'unico documento reale che affronti il tema del lavoro è lo studio della Confcommercio che descrive un saldo negativo tra assunti e perdite di posti di lavoro già presenti in zona.
Per quanto possa trattarsi di un punto di vista additabile come schierato,a mia conoscenza non esistono al momento differenti studi che certifichino la speranza di un saldo occupazionale positivo.
Lasciando i dati di fatto e limitandomi ad un'opinione personale vedo anche in ambiti differenti (ma sempre riferibili alla grande distribuzione) cosa significhi l'arrivo dell'ennesimo gigante in un tessuto già compromesso dalla crisi, nella zona oltrestazione ad esempio l'arrivo di supermercati di una nota catena ha chiuso alcuni competitori, ne ha messi a rischio altri tre o quattro di medio/piccola dimensione(uno "salvato" in extremis in zona S.Paolo, due sono a chiusura annunciata)che rappresentano posti di lavoro sfumati insieme ad una minore scelta per i consumatori.
Purtroppo in questo periodo di crisi, la speranza di potere trovare uno straccio di posto di lavoro è un argomento che può pesare  più di qualunque ragionamento e potrebbe spostare molti voti, in barba anche al lavoro dei comitati, in primis quello del Comitato La.Terr.A. che dipingono la situazione sugli insediamenti commerciali Cerresi(Ikea, forse Leroy Merlin, e i progetti nella ex-Cromos) con un approccio chiaro realistico e soprattutto ampiamente motivato.

Bisognerà moltiplicare gli sforzi per arrivare al maggior numero di persone, soprattutto quelle che con il loro voto potranno determinare gli esiti futuri di queste aree.

PS:Il volantino della foto di apertura del post è stato distribuito dal Comitato La.Terr.A.

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