P come Punkreas!E come Polemica…

Tornano live nell'Altomilanese i Punkreas e, loro malgrado torna la polemica. Stavolta nell'occhio del ciclone viene a trovarsi non tanto il gruppo musicale, quanto le circostanze che si sono verificate intorno alla loro esibizione al Centro sociale di Mazzafame ieri sera.

Tredici mesi fa tenne banco "l'aiuola della vergogna"…In seguito all'esibizione a Parabiago dello storico gruppo punk che grazie all'ironia sul palco destinata alla "manutenzione del verde"di una rotonda opera dei padani locali, raggiunsero l'onore delle cronache.
Soprannominati Niki Vendola’s Boys oltre ad essere omaggiato di vari epiteti dalla Lega Nord della "città della calzatura", l'esibizione del gruppo diventò a mio modo di vedere il pretesto per una polemica dalle forti e fosche tinte politiche.

Ad un anno di distanza, l'esibizione legnanese è stata anticipata da critiche di natura differente, da me lette all'incirca in quest'ordine.
Una lettera alla redazione di un quotidiano ipotizzava come lo spettacolo fosse strumentalizzato da un gruppo definito erroneamente (o volutamente?)di estrema sinistra, la Rete Antifascista.
La precisazione della Rete sulla natura e origine del presidio, svolto prima del concerto e che verteva sulla situazione palestinese, già oggetto di manifestazioni simili nel centro cittadino arrivavano puntuali.Altrettanto puntuali arrivavano le spiegazioni dell'Amministrazione comunale sulla primogenitura del concerto(inserito nel programma estivo cittadino) e la presa di distanza dalla manifestazione organizzata dalla Rete.

Una presa di distanza che non evita lo sfociare nella polemica politica.La replica affidata alla tastiera della Consigliera cittadina del NCD(ed ex-Forza Italia) mi avrebbe anche molto divertito (se non fosse argomento decisamente di natura opposta) quando a proposito dei contenuti del presidio della Rete Antifascista, decisamente "forti", replica citando l'art. 11 della Costituzione, proprio quello che "…ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali", una posizione che ho trovato decisamente originale rispetto alla leadership del suo partito e alle posizioni della destra in generale sull'utilizzo della forza.

Inutile commentare oltre, e d'altronde il resto si legge in cronaca.Sulla vicenda penso che, a partire dalla lettera che ha dato vita alla polemica e che mi lascia perplesso in molti aspetti(che non approfondisco in assenza di controprove),si sia fatto un gran parlare per nulla.

Scadere nella diatriba attira lettori, ma il più delle volte allontana dalla sostanza.Infatti molto banalmente il concerto dei Punkreas si è tenuto risultando la manifestazione (millecinquecento persone)più affollata dell'estate cittadina. Non vi sono stati problemi causa affollamento, malgrado a mio modo di vedere lo spazio scelto per l'iniziativa non sia adeguato per iniziative del genere, o per lo meno vada migliorato sensibilmente.

Dal palco il repertorio rodato della band ha trascinato una esibizione impeccabile, proposta al pubblico senza pause o tempi morti (salvo un ridottissimo intervallo per gli "encore")per quasi due ore, personalmente trovo che il materiale del loro ultimo album di cover regga ancora a fatica il confronto con gli altri pezzi;con eccezione per il tributo  a Freak Antoni(e Skiantos, naturalmente) "Ti rullo di cartoni" e "Poliziotto" di Radius che pur ostica all'inizio comincio ad apprezzare live.L'amalgama ha comunque funzionato con apoteosi finale nei bis.

Molto applaudito il riferimento dal palco alla Legnano Antifascista ed alla iniziativa della Rete, il che non dovrebbe costituire sorpresa né motivo di polemica per nessuno (testi delle canzoni compresi)sul Punkreas-pensiero dopo venticinque anni di attività, tra l'altro festeggiati in questo 2014.

Sperando di sbagliarmi,mi aspetto nei giorni successivi le immancabili lagnanze per il disagio alla quiete cittadina,tuttavia almeno per una volta il quartiere è sembrato vissuto anche dal pomeriggio, malgrado l'iniziativa della Rete Antifascista non abbia potuto(e non era intenzione degli organizzatori immagino)neppure lontanamente competere con l'afflusso serale nel quale ho visto con sorpresa non solo giovani,molti ex-giovani -anagraficamente parlando- insieme a famiglie con figli al seguito.
Con buona pace delle polemiche.











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