"Bici escluse" dalle comuni pratiche viabilistiche europee

Ho appreso come in seguito alla bocciatura estiva avvenuta in sede di Commissione Trasporti della Camera del "senso unico eccetto bici" nel nostro paese, il ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti
(Lupi)abbia ribadito in pubblico la sua contrarietà.

Una posizione di ferrea chiusura malgrado le tante richieste di amministratori locali (una lettura in questo link)che vorrebbero concedere alle bici di circolare in senso opposto al corso del traffico in alcuni specifici casi.
Il far west ciclabile che molti hanno ipotizzato nel caso il provvedimento fosse stato accolto,orde di bici aliene che invadono controcorrente i sacri territori dell'auto in guisa di una nuova invasione dallo spazio a cui cinema, letteratura e radio nel corso degli anni ci hanno abituato è stato evitato.
Eppure la regola "eccetto bici" in alcuni sensi unici soprattutto se funzionale alla continuità e linearità dei percorsi ciclabili urbani è proposta antica,e viene applicata da anni nei paesi europei ad alta densità ciclistica e da alcuni Comuni italiani.Per restare in ambito locale si veda la confinante San Giorgio, ove la possibilità del "contromano"insiste su un tracciato ciclabile, mi pare in via Mella, e anche Legnano ha esempi simili.
Tornando all'ostracismo di Lupi, ho apprezzato la replica degli amministratori "tirati in ballo"pronti nell'obiettare la mancanza di motivazioni scientifiche per tale diniego e come la stampa riporta, decisi nel chiedere che il Ministero dei trasporti "conduca al più presto uno studio sulle realtà in cui questi provvedimenti sono in vigore da tempo. Questo è l’unico modo perché il Parlamento possa fare finalmente una scelta consapevole, fondata non su sensazioni, ma su dati reali."
Non sono certo un gran viaggiatore, ma nel resto dell'Europa mi sono imbattuto spesso in cartelli come quello nella foto del post scattato poche settimane or sono a Bruxelles che evidenziano la possibilità di viaggiare sulle due ruote anche nei sensi unici contromano e non mi pare che in queste realtà "bike-friendly" vi siano ecatombi di ciclisti.
Naturalmente la mia è un'opinione non suffragata da fatti(a meno di scoprire, il che mi sorprenderebbe non poco, come la bici contromano sia la principale causa di incidenti mortali in Danimarca in Francia o in Olanda), decisamente molto soggettiva, in questo assomiglia molto al parere del ministro.

Ultima constatazione visto anche il tenore di certi commenti (favorevoli al "no"di Lupi e del ministero)nella stampa, che il resto d'Europa sia sempre lontano.

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