C'era una volta in Italia. Al Museo del Cinema.

Passare qualche ora al Museo nazionale del Cinema a Torino è sempre piacevole, negli ultimi anni le mie visite alla ex capitale sabauda hanno quasi sempre assaporato una sosta all'interno della Mole, dove il museo è ospitato.
E' sicuramente uno dei luoghi che non vanno trascurati in un itinerario alla scoperta della città,che pure di luoghi da visitare ne ha davvero tanti.

Penso che dal punto di vista turistico, Torino abbia valorizzato il suo passato, sia quello storico quanto quello industriale ed il Museo del Cinema (come pure il gradevolissimo Museo dell'Automobile volendo citarne solo uno)rappresenta bene questo investimento, premiato dalle alte cifre di affluenza: sei milioni di visitatori in tredici anni, oltre 560mila nel solo 2013, almeno stando a quanto letto in rete.
Nel simbolo torinese per eccellenza, la Mole Antonelliana, da quasi tre lustri è racchiuso questo luogo dove la fantasia e l'immaginazione, a secondo della predisposizione del visitatore possono prendere forma più definita e coinvolgerlo nella possibilità di essere non solamente passivo spettatore.
Ed in effetti gli allestimenti scenografici che illustrano alcuni grandi temi e generi della settima arte, in ordine sparso l’animazione, il cinema dell’assurdo, l’horror il western e la fantascienza insieme a molti altri, sono ben strutturati e soprattutto la location in cui sono inseriti contribuiscono a creare l'atmosfera giusta.

Infatti dopo avere passeggiato tra le scenografie e prima ancora tuffatisi agli albori (l'Archeologia del Cinema)del cinema nella sala inferiore, comodamente sdraiati sulle chaises longues che tappezzano il piano superiore, i visitatori più fortunati, quelli che non hanno i minuti contati negli spostamenti per le attrattive cittadine,possono godersi l'interno del monumento torinese sulla cui volta vengono proiettati filmati a tema, prima di salire lungo la rampa elicoidale che, come una pellicola cinematografica, si srotola verso la cupola, e dove solitamente vengono ospitate le locandine e i materiali inerenti le mostre temporanee.
Un percorso dalla cui sommità permette di ammirare la suggestiva visione dell'Aula del Tempio attraversata dalla cabina di cristallo trasparente dell'ascensore che (al di fuori del percorso museale) trasporta i visitatori nella terrazza panoramica della Mole,alla sera del sabato accessibile fino a tarda ora.
Il museo si sta rinnovando e diventerà più interattivo, buona scelta in un presente che volenti o nolenti sta diventando anche cinematograficamente digitalizzato.
Ma il motivo principale per cui vale la pena recarsi al museo in questo periodo è legato alla mostra che ricorda Sergio Leone.Dal titolo «C’era una volta in Italia. Il cinema di Sergio Leone» il lavoro del maestro viene ricordato in occasione del cinquantesimo anniversario dall'uscita del film «Per un pugno di dollari» nella tarda estate del 1964.
Definire chi sia Sergio Leone penso sia inutile,rimane da sottolineare come la regia di soli sette film sia stata sufficiente per diventare uno dei più importanti registi della storia del cinema italiano e mondiale, citato da tantissimi autori .
Il materiale della mostra è interessante, certamente lo è stato per il sottoscritto che si è incantato a rimirare gli spolverini indossati dalla banda di  Cheyenne in "C'era una volta il West", gli abiti del rivoluzionario Sean Mallory in "Giù la Testa" o i revolver con cui si sfidano a duello Clint Eastwood e Gian Maria Volontè nelle battute finali di "Per qualche dollaro in più".

Con le colonne sonore indimenticabili di Ennio Morricone le decine di locandine in tante lingue,spezzoni di film,foto, bozzetti, sceneggiature compreso il frontespizio dell'annunciato progetto che avrebbe dovuto riguardare l'Assedio di Leningrado, completano un colpo d'occhio sulla carriera del regista che ha attraverso lo spaghetti-western ha portato un genere prettamente americano nel mito.
Unico cruccio pur essendo arrivato nei giorni esatti(il 1 e 2 novembre) ho mancato la retrospettiva dedicata al maestro…

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