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Il nuovo presidente della Repubblica, Tsipras e Podemos.

Non è ancora sopito l'eco dei festeggiamenti per la vittoria di Syriza in Grecia, quando da un'altra parte d'Europa arrivano altri suoni,sono quelli delle centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato alla “Marcia per il cambiamento”,manifestazione organizzata nella capitale spagnola da Podemos il movimento di sinistra radicale per alcuni sondaggi attualmente primo partito in quella parte di penisola iberica che conserva il re come capo dello stato.


E a proposito di capi dello stato, dal pomeriggio di sabato Sergio Mattarella è nuovo presidente della Repubblica Italiana,e sempre restando su paragoni sonori, se dovessi sceglierne uno interpretando il sentore del popolo di sinistra(solo quello e sempre riferito a quanto leggo in rete) ci vedrei bene il suono di una campana, magari non con il ritmo lento e cadenzato che accompagna il cordoglio ma poco ci manca.

Quanta differenza tra il resto del sud Europa e il "belpaese".
Il paragone tra la realtà Spagnola e quella Greca con il momento che vive la sinistra nostrana è impietoso: da una parte la speranza, dall'altra la reiterata prospettiva di morire democristiani, o renziani che ormai ne sta diventando sinonimo.

Sinceramente l'elezione mi ha toccato poco visto i nomi che giravano, tra Prodi(ulivista certamente, ma con origini politiche chiare) Amato, Finocchiaro o Martino fosse toccato a me scegliere potendo mi sarei dato malato.
Sul comportamento di SEL con l'avallo finale al neo capo dello stato parecchio criticato, non ho da aggiungere molto e neppure stracciarmi le vesti,se consideriamo come SEL con sette senatori e venticinque deputati è riuscita comunque a proporre Prodi(ribadisco scelta che non mi esaltava ma avrebbe avuto un senso), portare avanti per tre votazioni la candidatura di Luciana Castellina e alla fine dimostrare di avere una strategia politica.

Altri,ad esempio il M5s dimostrano semplicemente che non mediando(perché fa loro comodo politicamente, ed è comprensibile, dato che ne è marchio di fabbrica) espongono il fianco ad un'altra serie di critiche ma conservano quella"incorruttibilità" di fondo che ne ha decreto il successo, comportamento che però sul lungo periodo ne sta sgretolando la rappresentanza tra defezioni,espulsioni e quant'altro.Avere il 25% dei consensi e contare quanto chi ne possiede il 3% cambia poco.
Personalmente scegliere tra un candidato imposto da Renzi (la cui linea politica dicono molti,sia risultata vincente su tutta la linea)che fa valere un certo tipo di peso elettorale o uno proposto da un movimento che comunque della forza dei numeri si fa comunque vanto imponendo il proprio candidato scelto dalla rete o dal dinamico duo Grillo Casaleggio, non ci vedo molta differenza.

Ma tornando al senso che vorrei dare a questo post, rimango sempre basito dai commenti che leggo su internet soprattutto per la mancanza di contestualizzazione ed il paragone a volte forzato con le altre realtà europee di sinistra, quelle emerse all'onore delle cronache negli ultimi tempi.

Dopo le elezioni greche,è arrivata notizia che partner di governo con Tsipras diventa la destra ultrareligiosa di Anel e questa alleanza frutto della realpolitik(e di tanti altri fattori,non sono un esperto di questioni politiche) sarebbe interessante valutarla con gli occhi dei detrattori di casa nostra.
Senza contare che le litigiosità non è tipica della sola sinistra italiana, anche in Grecia dove Syriza è coalizione tra soggetti di sinistra, nel passato si è litigato e non poco.Le divergenze sono tali che il KKE (il partito Comunista greco)osteggia la politica di Syriza.

Sulle sponde del mediterraneo occidentale, nei sondaggi Podemos(che, attenzione, non vuole unire la sinistra)oscura il partito della sinistra classica Izquierda Unida anch'esso coagulo di tante formazioni di sinistra, mentre nel GUE sono tre le formazioni spagnole che si rifanno alle esperienze di sinistra, la frammentazione regna anche lì,e non so dire se sia sempre colpa dei gruppi dirigenti (accusa comune rivolta alla sinistra italiana)ma la fotografia della situazione rimane chiara come pure i numeri:come già accennato Podemos "vale"due cifre ma gli altri soggetti molto meno tra cui Izquierda che pressappoco conta quanto la nostrana Lista Tsipras alle scorse Europee.(qui l'articolo)Inoltre per Podemos in assenza di un reale verifica sui risultati, rimane un incognita piena di buone aspettative ma tutte da verificare.

Quindi i problemi ci sono dappertutto, posso concordare sul fatto che le esperienze di Syriza e Podemos suggeriscono che occorre nuovo personale politico per avviare un percorso politico vincente, mentre del cinque stelle apprezzo certamente oltre alla battaglia sui costi di certa politica(non tutta, sarebbe irreale pensare di fare politica senza risorse)il tentativo a volte maldestro, a volte ridicolo come nel caso delle espulsioni di approcciarsi alla rete, esperimento innovativo a suo tempo, sperimentato anche dai Verdi europei viceversa con scarso successo.

Penso che imparare dai propri errori sia il primo passo per lasciarsi alle spalle esperienze fallimentari.
Dai molti commenti letti in rete,prevale invece il tentativo di delegittimazione a prescindere di una linea politica che per quanto poco attrattiva ha dei fondamenti.
Una linea che può essere cambiata ma che non può essere sostituita dal tanto peggio, tanto meglio(o dal ritirarsi nell'Aventino) in quanto un progetto concreto non è ancora apparso all'orizzonte…


PS la foto del post, seguendo la politica di questo blog che privilegia materiale il più possibile autonomo, ritrae dei banchi parlamentari, che non sono quelli italiani.Sono gli scranni di Bruxelles.

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