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Acqua Pubblica sempre nel mirino...

Sono passati solo quattro anni dal Referendum ma sembra che 27 milioni di italiani non abbiano mai votato per sostenere l’Acqua Pubblica,compresi i concittadini, è infatti opportuno ricordare che nel 2011 tra il 53% dei legnanesi recatisi alle urne quasi il 93% decretò la vittoria del SI.
E malgrado questa scelta chiara, siamo ancora in alto mare, perdonate il gioco di parole.


La lettura odierna in rete mi fa balzare agli occhi come oggi, presso il Senato,si sia tenuta una conferenza stampa nella quale il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua (organizzatore)con la partecipazione di rappresentanti di SEL e del Movimento 5 stelle ha evidenziato come nel DDL Madia vi sia un preoccupante disegno per l'aggiramento della volontà popolare espressa a giugno 2011 attraverso i citati referendum contro la privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali.

Dietro all'apparente neutralità di una “Riforma della Pubblica Amministrazione” i promotori dell’iniziativa segnalano(qui nell’originale) come alcune norme (articoli 14 e 15 vedi link) del disegno di legge, se approvato nell'attuale versione,rappresentino infatti una delega al Governo con indicazioni precise volte al rilancio dei processi di privatizzazione, limitando drasticamente gli affidamenti diretti e incentivando i processi di aggregazione.

La denuncia approfondisce come già nello “Sblocca Italia” e con la legge di stabilità si incentivino infatti processi di aggregazione, fusione e dismissione delle partecipate dagli Enti Locali, a vantaggio dei quattro colossi multiutilities attuali - A2A, Iren, Hera e Acea - già collocati in Borsa, che potranno inglobare tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, relegando i Comuni ad un ruolo sempre più marginale.
Buon ultimo il DDL Madia, in modo piuttosto esplicito, si inserisce nella stessa scia.
Per chi avesse voglia di leggere in maniera più completa consiglio il testo originale in cui la denuncia è più estesa, comprende anche il ruolo dell’Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) e il fatto che Enti Locali e Parlamento vengano di fatto bypassati

A margine di quelli che sono lavori parlamentari mi preme sottolineare come nella conferenza stessa venga fatto notare che dell'intergruppo parlamentare su 'Acqua bene comune' a cui nel giugno 2013 aderirono oltre 200 parlamentari, tra cui tutto il gruppo Sel e M5s ed alcuni rappresentanti Pd, quest’ultima forza politica sia assente.

Sarà anche questo un segno del cambiamento renziano?


Considerazione personale:molti, tra i quali il sottoscritto hanno impegnato il proprio tempo per raccogliere le firme(tantissime, ricorderete), fare campagna elettorale per un referendum nel quale per la prima volta dopo molti anni (e a dispetto del periodo scelto per il voto:a ridosso dell’estate)si raggiunse il quorum nelle urne dalle quali emerse una schiacciante vittoria in cui si affermava il diritto a mantenere l’acqua un bene comune e non privato, e malgrado tutto questo sembra siamo ancora messi peggio delle posizioni di partenza…Ma cosa bisogna fare per ottenere un cambiamento vero e non quello di facciata che si sbandiera dai banchi del governo? 

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