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Lavoro e Diritti tra Dignità e Prospettiva di Vita.

L’intenzione de L'Altra Europa del legnanese di promuovere una riflessione sul lavoro e sui diritti, in una serata infrasettimanale poteva sembrare inizialmente un’idea arrischiata e pretenziosa.I numeri e la qualità della proposta hanno premiato l’impegno del Comitato locale.

Infatti giovedì sera 5 marzo,nel salone del Circolo Fratellanza e Pace piacevolmente affollato, l’incontro dal titolo “Lavoro e Diritti tra Dignità e Prospettiva di Vita” ha offerto un ampio e interessante confronto che ha tenuto viva l’attenzione e coinvolto i partecipanti, compresi coloro rimasti in piedi per mancanza di posti.
Durante l’incontro sono stati toccati diversi aspetti della questione lavoro,in ordine rigorosamente casuale e senza necessariamente menzionare le qualifiche degli intervenuti (leggibili nella locandina dell'incontro in questo post allegata)segnalo alcuni passaggi.
Dell’intervento di Andrea Bordone, avvocato giuslavorista riporto che molta parte ha occupato la questione dell’articolo 18 e lo scarso e fuorviante dibattito sulla sua “soppressione” partendo dall’opera della ministro Fornero fino al Jobs ACT,questione legata al tema della riduzione dei diritti, una ricetta che precarizzando una consistente porzione del mercato del lavoronon ha prodotto nessun posto di lavoro in più. 
Decisamente non rassegnati Nadia Rosa, impegnata da sempre sui temi del lavoro anche in ambito sindacale e in una differente testimonianza Massimiliano Pavan, tra i protagonisti della  vertenza su Ecare (azienda che opera nel settore dei call-center in outsorcing) che hanno raccontato di un mondo del lavoro con crescente assenza di tutele, dove le rappresentanze dei lavoratori sono nel mirino ed in difficoltà, a volte in contrasto con amministrazioni che un tempo il colore politico avrebbe permesso di considerare se non “amiche” almeno più aperte sui temi dell’occupazione(citato il caso Milano)un mondo che tuttavia continua a lottare e che cerca di organizzarsi.
Il quadro delle criticità si è ampliato grazie a Manuela Ferrario del cui intervento mi hanno colpito gli accenni ai mancati rinnovi contrattuali del pubblico impiego che da oltre 6 anni espongono in un periodo di crisi perdurante una capacità di spesa dei lavoratori sempre più esigua.
Le cifre sono state oggetto dell’esposizione nelle battute iniziali con cui Antonio Verona ha aperto uno spiraglio sulla crisi del lavoro nella provincia di Milano.Dall’entrata in vigore della legge Fornero non sono aumentate le occupazioni a tempo determinato, semmai le fuoriuscite, in barba alla tesi che favorendo le uscite aumentino gli accessi nei posti di lavoro.Una situazione che si verifica nel momento in cui la disoccupazione, pari all’8,4% nel 2014 rappresenta per il territorio in cui si trova Legnano un tasso mai toccato neppure durante le crisi petrolifere degli anni ’70.

E proprio di territorio si è parlato quando è stata affrontata la questione della Franco Tosi,un tempo simbolo della Legnano industriale ed ora malato cronico dal futuro (quasi,si spera evidentemente il contrario) segnato.
Sulla vicenda ha girato una consistente parte dell’analisi di Mirco Rota segretario generale della FIOM CGIL regionale che ha fornito un esauriente sunto in cui sono stati pesati i molti errori commessi dai protagonisti, alcuni macroscopici come l’inazione (imputata nello specifico alla gestione del commissario e alla condotta del Ministero) che da oltre un anno e mezzo bloccando lo stabilimento tra i molti problemi ne condiziona pesantemente le residue capacità industriali inibendo la possibilità  di ricollocazione sul mercato, altri meno vistosi ma frutto di scelte politiche o strategiche comunque insufficienti.
Le conclusioni della serata saranno affidate immagino alla stampa “ufficiale”, iniziative del genere vista la complessità degli argomenti trattati non penso possano esaurirsi in apparizioni“una tantum” mi aspetto un seguito,magari per riannodare una trama importante per questa città quale il lavoro.

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